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Il 24 aprile 2001 venne emesso dall’Ente Poste Italiane il francobollo sulla Confagricoltura. Ricorda l’impegno ed il ruolo dell’Organizzazione in oltre cento anni di storia, di vita del Paese. Il francobollo è stato tirato dal Poligrafico in 3.500.000 esemplari. Raffigura, al centro, il profilo dell’Italia posto, parte in trasparenza, su un campo arato da due trattori ed, a sinistra, alcuni frutti racchiusi tra due spighe di grano, a rappresentare i prodotti dell’agricoltura; in basso sono riprodotti,rispettivamente, a sinistra ed a destra, il logo di Confagricoltura della “A spigata” e quello che si è realizzato per le iniziative del Centenario. Contestualmente al francobollo venne diffuso anche un “bollettino filatelico illustrativo” con un articolo in cui si ricorda che Confagricoltura è la più antica delle Confederazioni agricole del nostro Paese. I suoi albori si ricollegano alle origini dell’associazionismo agricolo nazionale, discendono da quella “Società degli agricoltori italiani” (Sai) attiva già negli ultimi anni dell’Ottocento.
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La storia dell’Organizzazione è lunga e si intreccia fortemente con quella del Paese. E ben ha fatto la bozzettista che ha curato l’illustrazione del francobollo che celebra il Centenario di Confagricoltura, a raffigurare l’Italia come un campo arato, che si intreccia con un trattore. Questo francobollo che ricorda il ruolo di Confagricoltura, sottolinea indubbiamente anche quello dell’agricoltura italiana, di un settore di primaria importanza al servizio del Paese, dei bisogni della società. Un settore che punta alla qualità, che è progredito, che si è modernizzato, ma allo stesso tempo ha mantenuto salde radici nelle sue tradizioni, in una cultura antica che ha ancora oggi significato e valore. Il bozzetto – realizzato da Rita Fantini che ha “firmato” molti pregevoli francobolli – ha voluto proporre un’immagine “moderna” dell’agricoltura. Da un lato c’è il progresso; dall’altro c’ è il recupero di valori, di sapori, di colori, delle produzioni tipiche e di qualità apprezzati in tutto il mondo. La vitivinicoltura, l’olivicoltura, l’agroartigianato alimentare, l’ortofrutticoltura, la cerealicoltura, le colture oleaginose, il florovivaismo, la zootecnia, l’agriturismo, il bosco, sono un patrimonio del Paese.
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