26.11.2014

PAC, Agrinsieme: più tempo per gli impegni sul greening, come chiesto anche dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo

Agrinsieme chiede  più tempo per l’applicazione del norme sul greening previste dalla Pac.  La richiesta del Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative nasce dalla preoccupazione dei produttori di non riuscire a programmare le semine, tenendo conto dei diversi impegni di diversificazione colturale e di realizzazione delle aree di interesse ecologico, visto l’allungarsi dei tempi per la definizione compiuta e dettagliata delle regole per realizzare il cosiddetto “inverdimento”. Preoccupazione condivisa proprio ieri anche dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che ha chiesto un differimento degli impegni del greening previsti dalla riforma al 2016.
 
Il rischio per i produttori – continua Agrinsieme - vista l’oggettiva impossibilità di posticipare troppo le fasi della programmazione produttiva, è di contravvenire alle disposizioni regolamentari che vanno ancora disciplinate in molti essenziali dettagli.
 
Per questo Agrinsieme, in linea con quanto richiesto ieri dal parlamento europeo e con quanto sostenuto attraverso il Comitato delle organizzazioni agricole e cooperative europee (Copa-Cogeca) che è già intervenuto sulla Direzione Generale Agricoltura della Commissione europea, chiede più tempo per l’applicazione di norme che ancora non sono  chiare e definite.
 
L’ipotesi proposta da Agrinsieme è uno stand still di un anno, come prefigurato dal Parlamento europeo, almeno per quanto riguarda le conseguenze sanzionatorie di eventuali inadempienze. Un rinvio limitato alla sola applicabilità delle sanzioni, peraltro non farebbe venir meno il carattere innovativo in termini di sostenibilità che caratterizza questa riforma, ma che al tempo stesso metterebbe al riparo le imprese agricole da possibili ripercussioni negative.
 
Sulla questione Agrinsieme interverrà sul ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, anche nella sua posizione di presidente di turno del Consiglio agricolo, affinché sostenga questa posizione nel Consiglio stesso e presso tutte le Istituzioni comunitarie competenti.