23.10.2019

Adesione a Schengen: la Croazia sulla via dell'adesione allo spazio Schengen

Ieri 22 ottobre la Commissione ha riferito in merito ai progressi compiuti dalla Croazia per soddisfare le condizioni necessarie per aderire allo spazio Schengen. Sulla base dei risultati del processo di valutazione Schengen iniziato nel 2016, la Commissione europea ritiene che la Croazia abbia preso le misure necessarie affinché siano soddisfatte le condizioni richieste per la piena applicazione delle regole e delle norme Schengen. Per assicurare che tali condizioni continuino a essere rispettate, la Croazia dovrà continuare a impegnarsi per realizzare tutte le azioni in corso, in particolare nella gestione delle frontiere esterne. La Commissione conferma inoltre che la Croazia continua a rispettare gli impegni, connessi alle norme Schengen, assunti nel corso dei negoziati di adesione.
 
Il Presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Mi congratulo con la Croazia per l'impegno e la perseveranza dimostrati per rispettare tutte le condizioni necessarie per aderire a Schengen. Soltanto se resteremo uniti e agiremo all'unisono potremo rafforzare lo spazio Schengen. Condividere le conquiste di Schengen dev'essere il nostro obiettivo comune. Ecco perché confido che gli Stati membri prenderanno le iniziative giuste affinché la Croazia divenga presto un membro dello spazio Schengen a pieno titolo".
 
Il Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos ha dichiarato: "Schengen è una delle conquiste più importanti e più tangibili dell'integrazione europea, ma la sua forza dipende in larga misura dalla sua inclusività. Ora che la Croazia ha preso le misure necessarie perché siano rispettate le condizioni previste, dobbiamo prenderne atto. Una volta divenuta membro di Schengen a pieno titolo, la Croazia contribuirà a rafforzare ulteriormente lo spazio Schengen e a fare in modo che le frontiere esterne dell'UE siano meglio protette".
 
Nel discorso sullo stato dell'Unione del 2017 il Presidente Juncker ha espresso inequivocabilmente il suo sostegno alla piena adesione della Croazia allo spazio Schengen, una volta rispettate tutte le condizioni necessarie. La Commissione riferisce sui risultati positivi di un lungo processo di valutazione e cooperazione, che ha visto il costante miglioramento della Croazia riguardo al rispetto di tali condizioni.
 
Valutazione di tutti i criteri Schengen
 
La comunicazione odierna passa in rassegna le valutazioni svolte tra il giugno 2016 e il maggio 2019, nelle quali è stata esaminata l'applicazione delle regole e norme Schengen da parte della Croazia in una serie di settori. Se la Commissione aveva già valutato con esito positivo e confermato la piena applicazione delle norme Schengen nei settori della protezione dei dati, della cooperazione di polizia, della politica comune dei visti, del rimpatrio, del sistema d'informazione Schengen (SIS), delle armi da fuoco e della cooperazione giudiziaria in materia penale, la comunicazione odierna conferma inoltre che la Croazia ha introdotto le misure necessarie per il rispetto delle condizioni di applicazione delle norme Schengen nel settore della gestione delle frontiere esterne. La Croazia dovrà continuare a impegnarsi per una realizzazione coerente di tutte le azioni in corso in questo settore.
 
Infine, la Commissione riferisce anche sul rispetto degli impegni presi dalla Croazia nei negoziati di adesione che sono rilevanti per le norme Schengen. Tali impegni riguardano specialmente il settore del sistema giudiziario e il rispetto dei diritti fondamentali. La Commissione conferma che la Croazia continua a soddisfarli tutti.
 
Prossime tappe
 
La Commissione invita il Consiglio a esaminare questa comunicazione allo scopo di integrare la Croazia nello spazio Schengen in conformità dell'atto di adesione del 2011.
 
Contesto
 
Lo spazio Schengen, il più ampio spazio di libera circolazione al mondo, comprende attualmente 22 paesi dell'UE (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) e 4 paesi associati non appartenenti all'UE (Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein). Permette ai cittadini di circolare liberamente tra i tali paesi senza essere sottoposti a verifiche di frontiera e pertanto rende più facile viaggiare, lavorare e vivere attraversando le frontiere.
 
I paesi che desiderano aderire allo spazio Schengen sono soggetti a una serie di valutazioni Schengen intese ad appurare se soddisfino le condizioni necessarie per l'applicazione delle norme Schengen. Tali valutazioni verificano se un paese sia in grado di assumere la responsabilità di controllare le frontiere esterne per conto degli altri Stati Schengen, cooperare efficacemente con altre autorità di contrasto in altri Stati Schengen per mantenere un elevato livello di sicurezza una volta aboliti i controlli di frontiera, applicare le regole Schengen quali il controllo delle frontiere esterne terrestri, marittime e aeree (aeroporti), il rilascio dei visti Schengen, le procedure di rimpatrio, la cooperazione di polizia e la protezione dei dati personali, e infine la necessità di collegarsi e ricorrere al sistema d'informazione Schengen.
 
Una volta appurato che tutte le condizioni necessarie per l'applicazione di tutte le relative parti delle norme Schengen sono soddisfatte, spetta al Consiglio, previa consultazione del Parlamento europeo, assumere all'unanimità una decisione definitiva.
 
Nel marzo 2015 la Croazia si è dichiarata pronta ad avviare il processo di valutazione Schengen in tutti i settori rilevanti. La relazione odierna fa il punto sui progressi conseguiti durante questo processo di valutazione in tutti i settori in questione e conferma che la Croazia continua a rispettare gli impegni assunti durante i negoziati di adesione all'UE.
 
Per ulteriori informazioni
 
Comunicazione sulla verifica della piena applicazione dell'acquis di Schengen da parte della Croazia.
 
Allegato della comunicazione
 
FONTE: Commissione europea – 22/10/2019