11.10.2019

Bilancio a lungo termine UE: ritardo un danno per cittadini e imprese

In una risoluzione adottata giovedì 10 ottobre, i deputati affermano che c’è un “rischio evidente” che gli investimenti UE per il 2021-2027 potrebbero essere interrotti senza un accordo col Consiglio.

Nel testo, adottato con 426 voti favorevoli, 163 contrari e 67 astensioni, i deputati hanno chiesto:

● alla Commissione di presentare un piano di emergenza, in quanto esiste un “rischio evidente” che i complessi negoziati con il Consiglio sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) potrebbero non concludersi entro la fine del 2020; i ritardi potrebbero quindi comportare un'interruzione dei finanziamenti per i programmi UE nel 2021;

● di confermare i principi della posizione adottata dal Parlamento nel novembre 2018 sul prossimo QFP;

● di adeguare tale posizione del Parlamento per rafforzare la protezione del clima, sottolineando "l'urgente necessità di un ulteriore salto di qualità riguardo agli sforzi politici e finanziari” per raggiungere gli obiettivi climatici degli accordi di Parigi;

● alla Commissione di chiarire l'impatto finanziario delle promesse politiche fatte a luglio dal Presidente eletto della Commissione Ursula von der Leyen.

Il Consiglio non ha ancora preso una decisione politica al riguardo.

Contesto:

La Commissione ha presentato le proposte legislative per il prossimo QFP nella primavera del 2018. Il Parlamento ha adottato la sua posizione nel novembre 2018 ed è quindi pronto a negoziare con i governi UE da quasi un anno.

Il QFP è il bilancio a lungo termine dell'UE e di solito copre un periodo di sette anni. L'attuale QFP, relativo al periodo 2014-2020, è stato adottato il 2 dicembre 2013.

Circa il 93% del bilancio dell'UE finanzia le attività reali all’interno e all’esterno dei Paesi UE, destinando le proprie risorse a cittadini, regioni, città, agricoltori, ricercatori, studenti, ONG e imprese.

FONTE: Parlamento europeo