30.07.2019

Comitato economico e sociale europeo (CESE): il ruolo dell’agroecologia nel promuovere filiere alimentari corte e alternative nell'Unione europea

Il 17 luglio il CESE ha pubblicato una risoluzione (di iniziativa propria) sul ruolo che le filiere corte e l’agroecologia possono avere nell’apertura di nuove prospettive per l’agricoltura dell’UE.
Grazie ai numerosi programmi di ricerca sia nazionali sia europei, i sistemi agroecologici e di filiera corta beneficiano del sostegno di fondi pubblici e privati. Questo sta convincendo un numero sempre maggiore di agricoltori a entrare a far parte di questi sistemi, che possono rappresentare la base di una politica agroalimentare più sostenibile. Un traguardo che, secondo il CESE, potrebbe essere raggiunto già nel prossimo decennio.
La vendita nella filiera corta rappresenta per le piccole aziende agricole una reale opportunità a livello di reddito aggiuntivo, mentre per i consumatori rappresenta un’importante scelta per approvvigionarsi di prodotti freschi e di qualità.
L'agroecologia invece considera il sistema agricolo nella sua globalità avvicinando il produttore all'ambiente, preservando i terreni, diversificando le colture e tutelando la biodiversità, senza trascurare gli aspetti sociali. Ed è questa la ragione per cui il CESE auspica che l’agroecologia possa diffondersi nell'intera UE, grazie a un progetto basato su un piano d'azione articolato a livello locale, regionale ed europeo, suggerendo l’attuazione delle seguenti misure:
- rendere accessibili i finanziamenti (fornitura di attrezzature individuali o collettive, secondo pilastro della PAC);
- applicare la legislazione alimentare in funzione dei piccoli produttori, garantendo una certa flessibilità;
- educare all’agroecologia e alla filiera corta;
- creare reti di scambi tra gli agricoltori;
- orientare la ricerca;
- regolamentare la concorrenza nei territori agevolando le filiere corte.
Per consentire una consultazione più dettagliata, si allega la risoluzione approvata dal CESE.