12.09.2019

Cresce il consumo alimentare globale e cambiano le preferenze dei consumatori

Il 10 settembre la Commissione Europea ha pubblicato un’analisi di mercato sul rapporto tra domanda e offerta alimentare a livello globale, “Global food supply and demand”, in cui evidenzia come negli ultimi due decenni si sia registrata nel mondo una crescita del reddito medio pro-capite, che a sua volta ha portato cambiamenti nelle preferenze alimentari dei consumatori. Lo studio evidenzia che nelle economie emergenti l’incremento di consumo più elevato è stato registrato per i prodotti alimentari di maggior valore (carne e latticini). Al contrario, nelle economie avanzate, sono state le crescenti preoccupazioni salutistiche e ambientali ad influenzare le preferenze dei consumatori, con particolare riferimento alle carni rosse.
Per quanto riguarda i cereali il consumo totale pro-capite nell’UE è cresciuto costantemente gli scorsi vent’anni fino agli attuali 250 kg p.c., trainato principalmente dallo sviluppo del settore zootecnico (dovuto all’uso del grano nei mangimi). Per quanto riguarda l’offerta cerealicola, sono quattro le principali regioni che forniscono frumento al mondo: l'UE (che esporta fino al 20% della sua produzione), l’area del Mar Nero (Russia e Ucraina), il Nord America (USA e Canada) e l'Oceania (Australia).
Il Nord America è il maggiore consumatore di mais per usi alimentari e non. Anche in questo caso l’aumento globale dei consumi di mais è legato all'espansione della produzione zootecnica e, più recentemente, alla produzione di etanolo. I principali produttori di mais sono il Sud America (Brasile e Argentina) il Nord America (USA) e l’area del Mar Nero (Ucraina). Al contrario, l'UE resta il maggiore importatore, con quasi 25 milioni di tonnellate di mais importato nella campagna 2018/19.
La soia resta una coltura prodotta e commercializzata principalmente dalle Americhe (82% della produzione mondiale). Circa i due terzi della produzione globale sono commercializzati sotto forma di farina proteica per la preparazione dei mangimi, di cui L'UE è il principale mercato di destinazione (30% del commercio mondiale). Tuttavia, la dipendenza dell’Unione dall’import di soia negli ultimi anni sta diminuendo grazie all’impiego di materie prime alternative come i cereali, farine proteiche di colza e altri legumi.
Il consumo globale pro-capite di zucchero resta invece stabile. Il più grande utilizzatore è il Sud America, dove una grossa fetta di produzione viene destinata alla produzione di etanolo. Nell'UE il livello di consumo è leggermente salito (dai 30 kg a 37 kg pro-capite) grazie ad un maggior impiego del prodotto nella produzione di etanolo. Come produzione globale, il 40% è prodotto dall’Asia (India, Thailandia) e il 30% dal Sud America (Brasile). Nell’UE dopo la riforma del settore del 2006 e la fine delle quote di produzione nel 2017, la produzione di zucchero appare sempre più orientata verso uno stato di surplus.
Per quanto riguarda la carne bovina, il maggior consumo si registra in Nord America (35 kg pro-capite), seguito da vicino da Sud America e Oceania, mentre l'UE è il quarto maggior consumatore (15 kg pro-capite). Il dato europeo risente del calo dei consumi in atto, causato dal mutamento nelle abitudini alimentari dei cittadini; di conseguenza l’Unione potrebbe diventare molto presto (e per la prima volta) esportatore netto di carne bovina verso il resto del mondo. Il Sud America resta comunque il maggiore esportatore a livello globale.
L'UE è anche il maggior consumatore di carne suina (40 kg pro-capite) e, insieme al Nord America, rappresenta l’80% dell’export di carni suine. Entrambi i continenti hanno registrato nel corso degli ultimi vent’anni una leggera diminuzione dei consumi e un aumento della produzione, con il conseguente aumento dell'eccedenza produttiva (+12 % in UE).
Il consumo di pollame nel mondo è in costante aumento; il Nord America e l’UE sono i più grandi esportatori di carni avicole. Gli USA sono anche i primi consumatori con 50 kg pro-capite contro i 25 kg consumati nell’UE.
L'UE e il Nord America sono i maggiori consumatori di prodotti lattiero-caseari (270 kg di latte equivalente pro-capite), più indietro ma in crescita il Sud America (150 kg pro-capite) mentre in Asia i consumi sono molto più bassi (70 kg pro-capite). I principali esportatori sono l'Oceania (Australia e Nuova Zelanda), l'UE e il Nord America.