10.09.2019

La ComAgri discute sulla brevettabilità delle varietà vegetali ottenute con metodi di selezione tradizionali

La Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento Europeo, riunitasi il 4 settembre a Bruxelles, tra i punti all’ordine del giorno, ha discusso in merito alla brevettabilità di alcune varietà di piante ottenute mediante tecniche di selezione tradizionali (senza modifiche genetiche).
Lo scopo della discussione era valutare se la brevettabilità di varietà di piante ottenute con metodi di coltivazione tradizionale possa creare possibili rischi per il mercato europeo. Per la ComAgri concedere ad un costitutore l’esclusiva proprietà di una specifica varietà vegetale creerebbe di fatto un monopolio su tale varietà; un parere condiviso e supportato anche dagli eurodeputati italiani Dorfmann e De Castro. Tale scenario danneggerebbe fortemente gli agricoltori, soprattutto i più piccoli, che verrebbero privati di un equo accesso alle risorse per la riproduzione delle piante, ma anche i piccoli costitutori, dato che il peso dei grandi produttori di sementi coperte da brevetto altererebbe la concorrenza nel mercato UE.
Sono queste la ragioni che hanno spinto la precedente ComAgri, fin dal 2015, ad avviare una procedura di risoluzione per opporsi alla brevettabilità di varietà vegetali ottenute mediante tecniche di selezione convenzionali, che ha ottenuto il sostegno del Consiglio UE e degli Stati membri. Successivamente anche la Commissione europea, nel 2016, ha ritenuto opportuno chiarire che nella direttiva sulle biotecnologie non è prevista la possibilità di brevettare di varietà di piante ottenute con tecniche di selezione tradizionali.
Tuttavia, questa possibilità non è esplicitamente esclusa nella convenzione sui brevetti europei. Da qui l’esigenza dell’attuale ComAgri di colmare questa lacuna, supportata in questo dalla Commissione europea che ha confermato la propria intenzione di non concedere brevetti varietà di piante costituite con tecniche di selezione tradizionali.