26.02.2020

La Commissione europea presenta il “Winter Package”, il pacchetto d'inverno per la sostenibilità competitiva

Oggi 26 febbraio la Commissione ha presentato il “winter Package”, una relazione che analizza le grandi sfide socioeconomiche di ciascuno Stato membro.
 
L'analisi fornita nelle relazioni nazionali di quest'anno indica la strada da seguire per gli Stati membri per realizzare la sostenibilità competitiva. Le relazioni nazionali (qui allegata la relazione per l’Italia) evidenziano che la crescita della produttività rimane una sfida, ancor più alla luce del cambiamento demografico. Gli Stati membri continuano ad avere posizioni molto diverse in termini di sfide legate al debito e alla sostenibilità. I disavanzi pubblici nell'UE hanno, in media, ripreso a salire, invertendo la tendenza al declino degli ultimi anni. Gli Stati membri stanno ancora lottando per tornare ai livelli di investimento pubblico precrisi, in particolare, la spesa pubblica per gli investimenti rimane a livelli storicamente bassi e si prevede che il rapporto tra investimenti pubblici e PIL aumenterà solo marginalmente.
La strategia annuale di crescita sostenibile 2020 è stata il primo passo per riorientare il semestre europeo sulla sostenibilità competitiva, con l'obiettivo di costruire un'economia funzionale per i cittadini e il pianeta, in linea con il Green Deal europeo, in tal senso la Commissione ha inoltre iniziato a integrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite nella sua strategia di sviluppo economico.
Le relazioni nazionali pubblicate oggi riflettono questo nuovo approccio. Nell’allegato sono indicate tutte le sfide pertinenti alle singole DG e i risultati degli Stati membri rispetto agli Obiettivi di Sviluppo sostenibile. Le relazioni presentano anche una nuova sezione dedicata sulla sostenibilità ambientale fornendo un'analisi più completa delle sfide ambientali con particolare attenzione ai settori che si collegano alle politiche economiche e occupazionali.
La relazione mostra che i progressi sono stati più rapidi per alcuni obiettivi, meno per altri, si registrano infatti limitati progressi nell'uso delle risorse naturali e nella riduzione dell’impatto ambientale.
 
La Commissione per la stesura delle relazioni si è anche rivolta alle autorità nazionali, al fine di individuare argomenti di interesse comune da integrare nell’analisi. La maggior parte delle autorità nazionali come principali tematiche d’interesse ha indicato: la transizione ecologica e digitale e il loro impatto sull'economia, l'industria e l’occupazione.
Ora tali relazioni saranno discusse in sede di Consiglio, mentre la Commissione discuterà i risultati delle analisi con il Parlamento europeo. Nei prossimi mesi, la Commissione si impegnerà a definire quello che è il punto di vista dei Parlamenti nazionali, dei Governi e degli stakeholders.
In aprile, gli Stati membri dovrebbero presentare i loro programmi nazionali contenenti: le priorità di riforma, i programmi di stabilità (per i paesi dell'area dell'euro) o i programmi di convergenza (per i paesi terzi), le strategie fiscali.
Sulla base di questi programmi e delle relazioni nazionali, la Commissione presenterà nella primavera 2020 le sue proposte per una nuova serie di raccomandazioni, per il periodo 2020-2021, specifiche per singolo Paese.
 
La relazione mette anche in relazione il Fondo per una transizione giusta (presentato dalla Commissione nel gennaio 2020) con i piani di transizione territoriali. L'uso del fondo da parte degli Stati membri sarà innescato dall'adozione di piani di transizione che dovrebbero identificare le regioni e settori produttivi da sostenere. Al fine di facilitare questo processo, le relazioni sul semestre europeo includono una guida dedicata agli investimenti (allegato D) relativa al Fondo per una transizione giusta. Queste linee guida segnano il punto di partenza del dialogo tra la Commissione e gli Stati membri sulla programmazione del Fondo per una transizione giusta. Gli Stati membri, in collaborazione con le parti interessate e sostenuti dalla Commissione, svilupperanno i piani regionali di transizione per i territori individuati come i più interessati dalla transizione. Questi piani illustreranno la valutazione delle sfide di transizione e delle esigenze, nonché degli obiettivi di sviluppo che i territori identificati dovranno raggiungere.
 
L’analisi fa riferimento anche al meccanismo di allerta, la quale esamina l'entità degli squilibri per ogni singolo Paese. Dalle relazioni pubblicate dalla Commissione si evince che: Grecia, Italia e Cipro presentano ancora squilibri eccessivi; Germania, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Croazia, Portogallo, Romania e Svezia presentano ancora squilibri; la Bulgaria non presenta più squilibri.