07.08.2013

Assicurazioni: la parità tra i sessi costa cara

Un passo avanti e due indietro. Non discriminare uomini e donne significa assicurazioni più care per tutti. La riflessione viene dall’ultimo studio della Federazione europea degli assicuratori, che ha analizzato la situazione per conto dell’Associazione tedesca tra le imprese assicuratrici. Sotto la lente d’ingrandimento, l’applicazione della sentenza della Corte di Giustizia europea del marzo 2011, che in tema di assicurazioni ha vietato espressamente squilibri e diseguaglianze tariffarie in base al sesso del titolare della polizza. Lo studio ha evidenziato come, dal 21 dicembre 2012, giorno in cui il diktat della Corte è stato applicato ufficialmente, questa sentenza non farà altro che spalmare uniformemente i costi, legando il rincaro alla maggiore gravità dei rischi assunti dalle compagnie assicurative Così,  le tariffe RC auto per le giovani guidatrici, in media, sono aumentate del 18%, mentre i guidatori inesperti avranno un calo del premio di circa il 10%. Per eliminare le differenze di genere gli aumenti per le donne sono fino a 350 euro e i ribassi, per gli uomini, fino a 250. Eppure su 100 sinistri gravi avvenuti sulle strade urbane solo 30 sono causati dalle donne…  Questo problema, per evitare un clamoroso “effetto boomerang” è all’attenzione di alcune eurodeputate. Tutto nasce dalla Direttiva Ue del 2004, che vieta la discriminazione tra sessi, anche quando nascosta nelle clausole di beni e servizi. La stessa direttiva, però, ha previsto deroghe in campo assicurativo. Risultato: le donne hanno sempre pagato un po’ di meno. E questo non per questioni di cortesia o benvolere, ma mero calcolo statistico. L’altra metà del cielo, infatti, ha uno stile di vita più sano e per questo vive a lungo. Nel marzo 2011 la Corte di giustizia ha deciso di non voler più accettare questa disparità tariffaria. Ed ecco che, tra gli “effetti collaterali”, c’è quello di pagare di più.