30.10.2013

Donne in Parlamento

Questa volta il balzo in avanti ce l’ha fatto fare il parlamento: le donne elette alla Camera e al Senato, per la precisione. Nel 2013 sono passate al 31% (dal 22% della precedente legislatura) e l’Italia ha guadagnato 9 posizioni nella classifica che misura la disparità di genere, il Global Gender Gap Report redatto ogni anno dal World Economic Forum di Ginevra. Eppure le pari opportunità nel nostro Paese rimangono un miraggio: siamo ancora al 71esimo posto su 136 Paesi. Al primo c’è per il quinto anno consecutivo l’Islanda, seguita da Finlandia, Norvegia, Svezia e Filippine. In altri termini, nascere uomo o donna fa molta meno differenza, in termini di possibilità economiche e di carriera politica o dirigenziale, in Scandinavia e anche nelle Filippine piuttosto che in Italia.
Il problema viene soprattutto dal mondo del lavoro. Solo il 51% delle donne lavora, contro il 74% degli uomini. Ma l’elemento chiave è la disparità salariale: una italiana in media guadagna 0,47 centesimi per ogni euro percepito da un uomo.  “In Italia il problema di genere esiste, va affrontato e risolto. Aumentare il numero di donne imprenditrici e, in generale, di quelle che lavorano è importantissimo – dice Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna -  e per far questo sono necessarie nuove politiche di conciliazione, che non costringano a scegliere tra lavoro e famiglia”.