01.11.2013

La mancanza di donne ai vertici fa perdere 9 miliardi l'anno

Stereotipi, ambiente a forte predominanza maschile, fiducia in se stesse e capacità negoziale scarse, difficoltà di conciliare vita privata e vita lavorativa; ma anche atteggiamento negativo verso la competizione e mancanza di modelli di riferimento nel settore. Sono questi i principali fattori che impediscono alle donne di essere le vere protagoniste del digitale. Eppure una presenza femminile nel settore pari a quella maschile, farebbe registrare al PIL europeo un incremento di circa 9 miliardi di euro l'anno. E' quanto emerge da uno studio della Commissione europea pubblicato il 3 ottobre, che mostra come le aziende con più donne ai posti di comando siano più redditizie del 35% e assicurino ai propri azionisti il 34% in più di utili rispetto a imprese omologhe. Dall'indagine risulta che il settore digitale impiega attualmente troppe poche donne: appena 29 laureate su 1000 conseguono un diploma universitario di primo livello nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (contro 95 uomini su 1000) e solo 4 su 1000 lavorano effettivamente nel comparto; rispetto agli uomini, le donne tendono a abbandonare il settore a metà carriera e sono sottorappresentate nelle posizioni manageriali e di responsabilità (anche più che in altri settori); solo il 19,2% degli addetti del settore delle ICT(Le Tecnologie dell'informazione e della comunicazione) ha un capo donna, contro il 45,2% in altri settori.Si evidenzia inoltre che, rispetto alle colleghe in altri comparti economici, le addette del settore digitale guadagnano quasi il 9% in più, possono organizzare l'orario di lavoro in modo molto più flessibile e sono meno esposte al rischio di disoccupazione (entro il 2015 si prevedono nell'Ue 900000 posti vacanti nel comparto ICT).