30.12.2014

Marina Di Muzio (Confagricoltura Donna): "Un prodotto su tre è frutto del nostro impegno quotidiano"

“Le case degli italiani si tingono di rosa. Oltre il 30% di quanto si servirà in tavola a Capodanno è prodotto dalle aziende agricole condotte da donne. Basti pensare agli spumanti, alla frutta, alla verdura, ai formaggi e alle carni. Ma anche il vischio, gli abeti i ciclamini e le stelle di Natale sono, in parte, prodotti da aziende femminili”. Lo ha sottolineato Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna.

Quando si fanno gli acquisti, si imbandisce la tavola, per Confagricoltura Donna è necessario fare attenzione e comprare frutta e verdura italiane. Via libera ad agrumi, kiwi, pere, mele e meloni tra la frutta, e a broccoli, cavoli, carciofi, funghi, zucca e radicchio, che sono di stagione.

“Anche se – ha precisato la presidente di Confagricoltura Donna – grazie alle tecniche di coltivazione e alla ricerca, è più facile trovare praticamente tutto, in ogni periodo dell’anno”. “Le donne –  ha ricordato Marina Di Muzio - fanno tantissimo sul piano dell’agricoltura tradizionale, che soddisfa la primaria esigenza di nutrizione del pianeta e di miliardi di individui”. Secondo la FAO, infatti, sono più di 100 milioni le persone che potrebbero uscire dallo stato di povertà se le donne avessero le stesse opportunità di accesso alle risorse produttive degli uomini. E, nonostante le donne rischino meno e i posti di lavoro nelle loro aziende siano più sicuri, si sente tuttora forte la necessità di avere leggi e misure a sostegno dell’imprenditoria femminile agricola. “Dal 2000 – ha concluso la presidente di Confagricoltura Donna - c’è una crescita quantitativa e qualitativa del lavoro femminile nelle aziende agricole. Più donne sono imprenditrici agricole, più donne conducono aziende di grandi dimensioni, più donne svolgono da dipendenti mansioni organizzative nelle aziende agricole. Nel nostro Paese, in totale, sono 230.000 le aziende a conduzione femminile. Imprese che muovono un giro d’affari di 60 miliardi di euro all’anno”.