Made in Rete
Le conclusioni del seminario sulle reti a Vibo Valentia
15.12.2017

Le conclusioni del seminario sulle reti a Vibo Valentia

La globalizzazione, la difficoltà negli sbocchi commerciali, costi crescenti e la concorrenza sleale portano le imprese a ricercare nuove forme organizzative sotto forma di reti d’impresa.
Oggi l’attività dell’imprenditore agricolo non è circoscritta solo alla mera produzione di merci destinate allo scambio sui mercati, ma è anche trasformazione, manipolazione, produzione di servizi intangibili che rispondono ai nuovi bisogni dei cittadini, come ad esempio le attività ricreative, didattiche, turistiche, cura e manutenzione del paesaggio, sociali, riabilitative ed ambientali con la produzione di energia rinnovabile.
Ciò comporta un’organizzazione delle imprese inedita, che richiede nuove strategie imprenditoriali con una crescente interattività con l’ambiente ed il territorio.
Se ne è discusso a Vibo Valentia in un incontro con gli associati, che ha visto come relatori l’avv. Maria Cristina D’Arienzo, responsabile delle Reti d’impresa di Confagricoltura nazionale, che ha evidenziato le varie forme di rete, l’operatività concreta in ambito produttivo e nelle assunzioni congiunte e successivamente ha relazionato la dottoressa Filomena Maio dell’area fiscale tributaria nazionale che ha informato i presenti sulle attività connesse, le trasformazioni, le manipolazioni e l’importanza della prevalenza dei prodotti propri per ottenere le enormi agevolazioni fiscali del settore.             
Per il presidente di Confagricoltura Vibo Valentia, Franca Prandi, l’informazione e l’assistenza agli imprenditori contribuisce a stimolare e quindi migliorare le idee progettuali ed aiuta a superare gli ostacoli prodotti da decenni di politiche assistenzialistiche, che  hanno offuscato la creatività.
I giovani se vogliono essere imprenditori di se stessi, devono lottare, aggregarsi, fare rete e trovare sbocchi commerciali senza preoccuparsi della concorrenza dei paesi con costi di manodopera bassi, bisogna puntare a segmenti più alti di mercato attraverso la qualità e l’omogeneità dei prodotti.