Mondo Agricolo
L'agricoltura del futuro (l'editoriale di Giansanti per il n. 7-8/18)
25.07.2018

L'agricoltura del futuro (l'editoriale di Giansanti per il n. 7-8/18)

Programmazione nel medio e lungo termine, a livello sia nazionale sia europeo; coesione per essere interlocutori forti e autorevoli con i Paesi extra UE, di cui a breve farà parte anche la Gran Bretagna; e una visione, con obiettivi chiari e una strategia definita per raggiungerli. Sono alcuni dei punti cardine necessari al nostro settore, punti su cui ci si è confrontati anche alla nostra ultima assemblea nazionale a Bruxelles.
Si tratta di aspetti che vanno declinati a livello locale, nazionale, europeo ed internazionale e che - affiancati alle cinque parole chiave che ci siamo dati come programma un anno fa (agribusiness, competitività, lavoro, territorio, salute), e che restano di estrema e stringente attualità - ci danno conferma che il percorso intrapreso va proseguito.
Programmazione, coesione e una visione comune devono essere alla base della riforma della PAC, perché si esca dalla logica del sussidio e si torni a ragionare in termini di mercati, di sviluppo, di crescita (mentre un taglio dei fondi UE destinati all’agricoltura sarebbe assolutamente in contraddizione con questo).
Secondo le stesse logiche è necessario rivedere il processo di globalizzazione finora non adeguatamente regolamentato. Servono mercati aperti - non ci stancheremo di ribadirlo - con regole chiare e condivise che tutelino in ugual maniera i vari Paesi.
Il CETA ad esempio, con l’eliminazione di tariffe su oltre il 90% dei prodotti europei, sebbene ancora perfettibile per alcuni aspetti, rappresenta un importante passo avanti in tema di semplificazione e regolamentazione del commercio globale, anche perché prevede l’avvio di un iter di confronto e cooperazione regolamentare. L’accordo con il Canada, inoltre, apre ai nostri prodotti uno dei più grandi mercati mondiali, a cui altrimenti non avremmo accesso.
Mentre le barriere che ultimamente gli USA stanno alzando, innescando una serie di pericolose ritorsioni commerciali, non giovano affatto all’economia globale, né alle imprese.
Investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo poi sono imprescindibili se vogliamo essere competitivi in uno scenario internazionale così complesso e difficile.
Tutto questo rende ancora più urgenti le questioni sul tavolo, dalla PAC - appunto, fondamentale per il futuro dell’agricoltura italiana -  ad una pianificazione strategica per i prossimi anni; un vero e proprio piano di crescita per il nostro settore, a cui abbiamo chiesto al nuovo Governo di impegnarsi e per il quale siamo pronti a dare il nostro contributo.
Presidiare i mercati strategici, nonché i tavoli dove vengono prese le decisioni, avere obiettivi chiari, questo è ciò che occorre fare per le nostre imprese e questo è ciò che porteremo avanti anche nei prossimi mesi.
Massimiliano Giansanti