Mondo Agricolo
La rotta della competitività
23.05.2018

La rotta della competitività

L'EDITORIALE

È fondamentale saper tenere la rotta soprattutto se si solcano mari agitati come quelli in cui ci troviamo. I vari fronti critici aperti non ci fanno desistere dall’impegno di perseguire crescita e sviluppo per l’agricoltura italiana e per le nostre imprese.
A livello internazionale assistiamo in questo periodo a prese di posizione non condivisibili, come quella USA a proposito dei dazi sull’acciaio, misure protezionistiche preoccupanti che potrebbero estendersi in futuro anche ad altri settori e Paesi, rischiando di scatenare una pericolosa guerra commerciale.
Come Confagricoltura da sempre siamo a favore piuttosto dell’abbattimento di barriere tariffarie, naturalmente sempre in ossequio alla sicurezza alimentare ed al principio di reciprocità. Continuiamo a tessere sempre più rapporti con altri Paesi, perché profondamente convinti che la visione dell’economia oggi non possa che essere globale. In questi anni, ad esempio, abbiamo consolidato la cooperazione con Israele, che ha un modello di agricoltura fortemente orientato alla ricerca ed all’innovazione, dal cui confronto possiamo trarre molti vantaggi. Per questo di recente siamo stati a Tel Aviv, ad “Agritech”, la più grande mostra internazionale sulle tecnologie agricole e sull’innovazione in campo agroalimentare.
Oltre alle relazioni tra singoli Paesi, per essere competitivi sui diversi mercati, è fondamentale anche un’Europa forte e coesa. È sempre più evidente la necessità di una visione comune europea, centrata su sviluppo e crescita, un binomio da cui il parlamento europeo che sarà eletto tra un anno non potrà prescindere.
Per quanti cambiamenti o defezioni potrà subire, l’Unione europea resta il nostro futuro. Centralità dell’Europa, centralità dell’agricoltura, centralità delle imprese. Servono politiche che tengano conto di questi tre perni, necessari e in fortissima correlazione tra loro.
Mentre il taglio ai fondi all’agricoltura, proprio come proposto dalla Commissione europea recentemente, sembra negare la centralità del nostro settore. Occorre invece salvaguardare il budget destinato all’agricoltura europea per la crescita di tutte le imprese, senza alcuna discriminazione. Su questo ci stiamo battendo e ci batteremo.
Di questo e della PAC post 2020 abbiamo parlato con il commissario europeo all’Agricoltura Hogan, incontrato a Parma in occasione del Cibus, al quale abbiamo avanzato anche la proposta di un’Agenzia europea per la presentazione delle domande Pac.
È urgente infine, al nostro interno, quella stabilità politica che ci consenta di giocare la partita del futuro con il ruolo che le nostre imprese meritano: ovvero un ruolo da protagonisti.
Massimiliano Giansanti

@masgiansanti