Mondo Agricolo
Nel cuore dell'Europa (l'editoriale di Giansanti per il n. 6/18)
19.06.2018

Nel cuore dell'Europa (l'editoriale di Giansanti per il n. 6/18)

L’Europa oggi ha la responsabilità di essere forte e coesa. Alla vigilia della negoziazione per la nuova PAC, proprio ora che le tensioni interne alla compagine UE rischiano di incrinarne la compattezza e gli scenari internazionali si fanno maggiormente incerti sul fronte del libero scambio, una visione comune è ora più che mai necessaria.
Entreranno in vigore da luglio in Canada e Messico le contromisure sulle importazioni provenienti dagli USA, per via dei dazi straordinari su acciaio e alluminio decisi dagli Stati Uniti. Da luglio anche l’UE varerà delle contromisure nei confronti degli USA per alcuni prodotti, come grano, succo d’arancia, riso e mais.
Una guerra commerciale su scala mondiale sembra essere alle porte. La Cina ha dichiarato di voler applicare dei dazi anti-dumping sulle importazioni di pollame proveniente dal Brasile e gli Stati Uniti, a loro volta, hanno annunciato nuovi dazi sulle importazioni di olive da tavola dalla Spagna, dazi – questi ultimi – che, se confermati, metterebbero in discussione uno dei modelli su cui poggia la PAC.
L’innescarsi di una serie di ritorsioni come quelle annunciate rischia di compromettere l’attività economica a livello mondiale, nonché l’intero sistema del commercio internazionale. L’UE è il primo esportatore al mondo di prodotti agroalimentari; se vogliamo tutelare questo primato, dobbiamo garantire un commercio libero, condizione strategica per il sistema agroalimentare globale, europeo ed italiano. Le tensioni commerciali internazionali mettono inoltre ulteriormente a rischio l’agricoltura italiana che versa già in una situazione delicata per via dei tagli prospettati nel bilancio UE. Ricordiamo che per l’Italia gli USA rappresentano il primo mercato di esportazione fuori dall’UE (con un export di circa 4 miliardi all’anno) e il terzo mercato in assoluto, e da cui peraltro, a nostra volta, importiamo importanti materie prime.
Occorre fare, come abbiamo proposto in tutte le sedi istituzionali, una riflessione profonda sulla riforma del sistema multilaterale basato sulla World Trade Organization. Riteniamo infatti che non si debbano limitare gli scambi, piuttosto correggere eventuali errori creati in passato da un’apertura senza regole.
Un’Europa che sia un interlocutore coerente, coeso e autorevole, è una condizione politico-economica imprescindibile in questa fase, per essere competitivi nel mercato globale e difendere i nostri interessi. Ed è per questo che abbiamo deciso di tenere la nostra prossima assemblea nazionale l’11 luglio a Bruxelles, nel cuore nevralgico della politica comunitaria, perché la nostra presenza in Europa, come Paese, come sistema economico, come Confagricoltura, resta strategica.
Massimiliano Giansanti

@masgiansanti