Mondo Agricolo
A Eima 2018 debutta l’Osservatorio Giovani Agricoltori di Nomisma-Edagricole
15.11.2018

A Eima 2018 debutta l’Osservatorio Giovani Agricoltori di Nomisma-Edagricole

Largo ai giovani, anche in agricoltura. Perchè le aziende condotte dalle nuove generazioni, fino ai 35 anni di età, raggiungono performance economiche d’eccezione, addirittura doppie rispetto alla media. Sono solo 55 mila giovani e non rappresentano neppure il 10% di tutte le aziende agricole, ma realizzano un giro d’affari alla produzione vicino ai 100 mila euro per impresa contro i 45 mila della media del settore. E non solo: le imprese guidate dai giovani sono mediamente più strutturate (20 ettari contro gli 11 della media nazionale), innovative e anche tecnologiche. Con questa istantanea ha debuttato l’Osservatorio Giovani Agricoltori di Nomisma-Edagricole, nato con l’obiettivo di seguire da vicino le nuove generazioni e presentato ad Eima 2018, l’esposizione internazionale delle macchine per l’agricoltura.
Nessuna fuga, quindi, dei giovani dal settore primario che invece registra un incremento del 14% di giovani titolari di aziende agricole rispetto agli ultimi tre anni (dati aggiornati a giugno 2018). Il focus sulle aziende mostra due scenari: coloro che ereditano e continuano l’attività di famiglia mantenendone l’indirizzo produttivo e quelli che invece si lanciano in nuove avvenute imprenditoriali esplorando comparti inediti e alternativi come è emerso dalle case history: dal produttore di luppolo in idroponica a quello di latte per il Parmigiano Reggiano di montagna, dal coltivatore di canapa alla conduzione di un laboratorio rurale per il co-working in ambito agricolo e sociale.
“Per quanto ridotte in termini di incidenza, le imprese giovanili italiane sono molto più numerose – in termini assoluti - di quelle francesi (38 mila circa), spagnole (34 mila) e tedesche (20.500) e, soprattutto, molto più rispettose delle “quote rosa”: in Italia, 3 “aziende giovani” ogni 10 sono condotte da donne contro un 15% di Francia e Germania e un 19% della Spagna” ha dichiarato Denis Pantini, Responsabile dell’Area Agroalimentare di Nomisma.
In termini di valore medio della produzione quelle italiane evidenziano un risultato economico di 98,7 mila euro contro i 65 mila della Spagna e i 55,6 mila della media Ue, mentre risulta alto il divario con Francia (169,7 mila euro) e Germania (198 mila euro). “Questa differenza rispetto ai competitor francesi e tedeschi è anche conseguenza dell’annosa questione dimensionale che ci vede ancora una volta più piccoli in termini di estensione poderale media: 20 ettari contro i 62 dei tedeschi e i 78 ettari dei giovani agricoltori francesi”, ha aggiunto Pantini.
I giovani sono più presenti nel settore avicolo e del latte (10% in entrambi i casi il peso delle imprese giovanili sul totale delle aziende specializzate in questa produzione), in seconda battuta nell’orticolo (8%), nel comparto suinicolo (6%), frutticolo e vitivinicolo (5%), mentre risulta marginale l’incidenza dei capi azienda giovani sul totale delle imprese cerealicole ed olivicole.