Mondo Agricolo
Agricoltura in rosa, Valeria Ciglia e Il Caseificio di Paglia
07.03.2018

Agricoltura in rosa, Valeria Ciglia e Il Caseificio di Paglia

Spesso sono le donne a innovare, ad avere il guizzo creativo e a trasformare il progetto in realtà con un’attenzione in più per l’ambiente. Non è un caso che dietro il progetto di un caseificio fatto solo di legno e paglia, con un manto erboso a copertura del tetto, ci sia una presenza femminile. La costruzione si confonde con il verde e i colori dei boschi di faggi e castagni della Valcuvia, a nord di Varese, ma è anche solida e raggiunge l’obiettivo: dare più  valore aggiunto alla materia prima. “Il Caseificio di Paglia” è anche il brand dell’azienda agricola di Valeria Ciglia, giovane imprenditrice che produce e trasforma, assieme all’ex marito e al fratello, il latte di capra del suo allevamento, in tutto 250 capi di razza Camosciata delle Alpi e Saanen.
“L’azienda di circa 10 ettari in zona collinare è partita dai bovini da carne nel 1996  – spiega Ciglia - ma è stata riconvertita in allevamento caprino una quindicina di anni fa per motivi familiari. Abbiamo cominciato con l’importazione dei primi 100 capi dalla Francia”. Inizialmente tutto il latte viene conferito alla Centrale del Latte di Varese che lo distribuisce ai caseifici della zona per trasformarlo in una produzione di eccellenza, la formaggella Luinese Dop. 
Successivamente l’imprenditrice  decide di lavorare in proprio la materia e nel 2010 comincia a progettare la costruzione del caseificio: “Essendo l’area sotto il vincolo idro-geologico e ambientale abbiamo optato per questa soluzione: costruire in modo ecosostenibile solo con paglia e legno utilizzando una tecnica usata nel Nebraska. E’ il primo caseificio italiano costruito in questo modo”. L’edificio di 140mq è stato costruito in una decina di giorni impiegando materiali locali e aziende edili della zona. La struttura portante è in legno di pino, la coibentazione in paglia ed è la stessa che si usa nella lettiera delle capre. La paglia è stata pressata molto bene per trasformarla in un materiale isolante con proprietà  ignifughe. Sul tetto inoltre cresce l’erba perché è stato seminato un prato stabile che “ricompensa” in questo modo il consumo di suolo  legato alla costruzione.
 “Oltre a essere una costruzione completamente ecosostenibile è stata anche conveniente  sotto l’aspetto economico - sottolinea l’imprenditrice -  perché senza rinunciare in solidità e resistenza nel tempo, abbiamo risparmiato più o meno la metà rispetto al costo di un caseificio in muratura tradizionale”.
Per quanto riguarda l’allevamento le capre vivono non solo in stalla ma anche all’aperto e vengono alimentate solo con fieni locali, cereali e sali minerali senza impiego di insilati non consentiti dal disciplinare della Dop.  Il Caseificio di Paglia trasforma tutto il latte producendo circa 50 chilogrammi di formaggio al giorno. Il 50% della produzione è rappresentata dalla Formaggella Luinese Dop venduta in tutta Italia attraverso il burrificio Prealpi.  La restante quota comprende primo sale, crescenze, caprini  freschi e stagionati in parti venduti nello spaccio aziendale, in parte commercializzati a gastronomie e ristoranti di alta gamma delle zone di Varese e Milano. (F.B.)