Mondo Agricolo
Bioplastica anche dal limone
02.08.2017

Bioplastica anche dal limone

Non c’è solo la bioplastica ricavata dall’amido del mais o dal grano, dagli scarti di lavorazione dei pomodori o dalle bucce di banane. Ora può essere fatta  anche con il limone. Un team di chimici guidato da Arjan Kleij, leader del gruppo dell’Institut Català d’Investigació Química  di Tarragona (Catalogna), ha sviluppato infatti un metodo per produrre policarbonati da limonene, un idrocarburo contenuto nella buccia degli agrumi, e dalla CO2.
I ricercatori hanno lavorato sui policarbonati che sono materiali multiuso, contenuti nella custodia dello smartphone o nelle ali degli aeroplani, sviluppando un metodo di produzione dei policarbonati che utilizza il limonene anziché il bisfenolo A (Bpa), una delle molecole principali nella produzione di policarbonati.
Da  tempo si ipotizza che il bisfenolo A, usato per produrre polcarboati, abbia effetti nocivi sull’apparato endocrino e sul sistema ormonale e già dal 2011 è vietato in Europa per la produzione di biberon.
Come si legge in uno studio pubblicato sulla rivista ACS Catalysis, i ricercatori hanno fatto reagire l’ossido di limonene, che può essere isolato non solo dai limoni ma anche dalle arance, con l’anidride carbonica per ottenere un composto cosiddetto “PLDC”, ossia carbonato di polilimonene.
La prima bioplastica dai limoni e CO2 era in realtà già stata realizzata nei primi anni 2000, ma ora i ricercatori spagnoli sarebbero riusciti a migliorare anche le proprie proprietà termiche del polimero, raggiungendo la massima temperatura di transizione vetrosa mai riportata per un policarbonato.
Confagricoltura sottolinea che nella provincia di Siracusa le superfici coltivate a limoni  si estendono per 5.300 ettari di limoneto a fronte di una produzione di 150mila tonnellate l’anno, pari al 34% del totale italiano. (F.B.)