Mondo Agricolo
CNR, nasce il nuovo Istituto di bioeconomia. Il settore in Italia vale 330 miliardi
02.08.2019

CNR, nasce il nuovo Istituto di bioeconomia. Il settore in Italia vale 330 miliardi

Semaforo verde al nuovo Istituto di bioeconomia (Cnr-Ibe) che nasce a Firenze dalla fusione dell'Istituto di biometeorologia (Cnr-Ibimet) con l'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Cnr-Ivalsa). Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione del Cnr, il Consiglio nazionale delle Ricerche, nell’ambito del processo di riordino della rete scientifica.
L’obiettivo è valorizzare un settore strategico per il futuro che vede l’Italia in terza posizione nella classifica europea, con circa 330 miliardi di fatturato, e in seconda posizione nel campo della ricerca con quasi 2 milioni di posti di lavoro. Non è un caso che alla bioeconomia siano destinati a livello europeo ben 10 miliardi di euro nell’ambito del Programma Quadro Ue 2021-2027. 
“Il prossimo Programma nazionale 2020-2025 prevede un’area strategica Bioeconomy, food and blue growth” - ha ricordato il presidente del Cnr, Massimo Inguscio, sottolineando i punti di forza del nuovo Istituto di bioeconomia: 195 persone con competenze multidisciplinari all'avanguardia su produttività degli agro-ecosistemi, salvaguardia della biodiversità vegetale, utilizzo sostenibile del legno, gestione e raccolta delle biomasse, agricoltura di precisione, modellistica meteorologica e climatologica, servizi climatici, analisi della sostenibilità ambientale e dei processi produttivi.
Le competenze e le linee di ricerca del nuovo Istituto di bioeconomia comprendono infatti  diverse attività che hanno lo scopo di valorizzare la biodiversità e rafforzare processi di resilienza, sostenibilità, efficienza e capacità di mitigazione e adattamento ai cambiamenti globali nelle filiere agricole, forestali e della pesca, ma anche dell'industria chimica, delle biotecnologie, dell'energia, del manifatturiero ed edile che utilizzano bio-risorse rinnovabili per produrre cibo, materiali ed energia.
La filiera della bioeconomia contribuisce a rispondere alla richiesta di sostenibilità nella produzione di cibo, alla richiesta di sviluppo, di nuova crescita e occupazione, in particolare nelle aree rurali, costiere, marginali e in abbandono.
Dalla strategia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si attende che il settore aumenti fatturato e occupazione entro il 2030 del 20%, in particolare nella produzione industriale alimentare.