Mondo Agricolo
Corrono le vendite di agrumi ai tempi del coronavirus. Tanto che l’offerta non soddisfa la domanda
26.03.2020

Corrono le vendite di agrumi ai tempi del coronavirus. Tanto che l’offerta non soddisfa la domanda

Bene per la richiesta del mercato, meno bene il fatto che oggi sta diventando difficile far fronte alla domanda di mercato degli agrumi. Tutto merito della vitamina C, contenuta in abbondanza in arance e limoni, cui è attribuito il potere di rinforzare le difese immunitarie e quindi di aiutare a proteggere, in un certo senso, dal contagio del virus. Ecco perché da un mese le vendite di agrumi stanno crescendo, assieme alla corsa a mangiare italiano e prodotti di qualità.

Lo spiega Gerardo Diana, presidente della Federazione nazionale di prodotto degli agrumi di Confagricoltura: “L’offerta oggi non riesce, purtroppo, a stare dietro all’esplosione dei consumi. Le carenze di personale legate al covid-19, infatti non solo non consentono di accelerare la raccolta, ma ne rallentano i ritmi consueti di questo periodo della stagione”.

Tra Catania, Ragusa e Siracusa, i territori più vocati dell’agrumicoltura siciliana, le squadre degli addetti alla raccolta vengono infatti accompagnati nelle coltivazioni con mezzi che attualmente, a causa delle restrizioni sanitarie, possono portare solo 2 o 4 persone a seconda delle province, anziché le 9 persone per automezzo”.

L’80% dell’offerta nazionale di agrumi è legata a due regioni del Sud-Italia, Sicilia e Calabria e il comparto agrumicolo vale il 40% degli acquisti nazionali di frutta. La campagna di commercializzazione 2019-2020 sta quindi proseguendo a ritmo serrato: “In un solo giorno, tanto per dare un’idea dell’incremento – fa notare Diana – sono richiesti i volumi di vendite realizzati mediamente in una settimana. L’aumento stimato delle vendite, concentrato nell’ultimo mese, è del 15% ma è sempre più difficile far fronte agli ordini”.

La produzione agrumicola nazionale ammonta a 2,5-3 milioni di tonnellate e vale circa 1 miliardo di euro come valore della produzione ai prezzi di base generato da 62mila aziende di dimensioni mediamente piuttosto modeste in termini di superfici. (F.B.)