Mondo Agricolo
Covid-19, per molti italiani l'agricoltura sta facendo da 'ammortizzatore sociale'
22.05.2020

Covid-19, per molti italiani l'agricoltura sta facendo da 'ammortizzatore sociale'

Sono tantissimi in Italia i lavoratori per i quali l’emergenza sanitaria si è trasformata in emergenza occupazionale. In questo periodo legato al Covid-19, per molti l’agricoltura sta facendo da ‘ammortizzatore sociale’. E’ una valvola di sfogo in un momento cruciale del Paese in cui spesso il lavoro è scomparso.
Confagricoltura, prima tra le associazioni imprenditoriali agricole, si è subito attivata per fare incontrare domanda e offerta di lavoro attraverso AgriJob, la piattaforma online – a cui si accede dal portale Internet dell’Organizzazione - che facilita l’incontro tra aziende agricole e lavoratori.
Ad oggi sono arrivate oltre 28 mila candidature, da ogni parte d’Italia. Circa l’80% di nazionalità italiana e il 30% è di sesso femminile; per la maggior parte si tratta di giovani laureati e laureandi in diverse discipline (anche Scienze agrarie) e disoccupati provenienti soprattutto dal settore HO.RE.CA.
Il funzionamento della piattaforma di intermediazione è semplice: il lavoratore compila il modulo che trova cliccando sul banner in homepage sul sito www.confagricoltura.it, indicando la provincia di interesse. La sua candidatura viene smistata automaticamente alla sede territoriale di Confagricoltura, che la prende in carico e la segnala alle imprese che cercano manodopera. Anche le aziende agricole associate possono usare la piattaforma, pubblicando le offerte di lavoro.
“Mi fa piacere evidenziare che moltissimi italiani hanno risposto alla richiesta delle aziende agricole e hanno trovato un’occupazione, sebbene temporanea, grazie alla piattaforma AgriJob – ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti -. Questo ci deve far riflettere comunque sulla necessità di impegnarci per la formazione di nuove professionalità, a partire proprio da chi si avvicina con interesse, per la prima volta, all’agricoltura”.
Confagricoltura a marzo aveva chiesto al Governo l’attivazione dei corridoi verdi per permettere il rientro degli operai extracomunitari che da anni hanno un contratto di lavoro con le aziende italiane, in modo da far fronte alle esigenze di raccolta nei campi. Si tratta di lavoratori che erano rientrati nei mesi invernali nei rispettivi Paesi di origine, per riprendere a marzo la nuova stagione agricola. Ma l’emergenza Coronavirus li aveva fermati. Ora Confagricoltura, prima tra le Organizzazione di settore, ha attivato corridoi verdi per farli rientrare nelle aziende associate.
 
L’autista di scuolabus assunto nell’azienda agricola che produce meloni
Sono tanti in Italia i lavoratori per i quali l’emergenza sanitaria si è trasformata in emergenza occupazionale. In questo periodo di emergenza Covid-19 per molti, l’agricoltura sta facendo da ‘ammortizzatore sociale’, è un’ancora di salvezza in un momento cruciale del Paese.
Diego Bocchi, 34 anni, residente a Gonzaga (MN) fa l’autista di scuolabus per mestiere ed il viaggiatore-fotoreporter per passione. Il virus ha messo in crisi tutte e due le cose. Con la chiusura degli istituti scolastici per il Covid-19, si è trovato, all’improvviso, disoccupato e di viaggiare non se ne parlava proprio; è stato assunto fino a settembre presso dall’azienda agricola Francescon, che è leader nella produzione di meloni e angurie.
“Non potevo più – spiega - lavorare come autista di scuola bus e di viaggi organizzati. Alla fine di febbraio mi sono ritrovato senza lavoro per la chiusura delle scuole e in cassa integrazione. Il pagamento del mese di marzo è arrivato alla fine di aprile ed ho un mutuo da pagare ogni mese. Sapevo che il periodo estivo è il periodo della raccolta in agricoltura e ho visto il bando di Confagricoltura Mantova, grazie al quale ho trovato impiego”.
Nell’azienda di Bruno Francescon, Diego si occupa del confezionamento di meloni e angurie nel magazzino, ma anche di trasporti, grazie alla patente per i camion. “Ho rinunciato, in accordo con l’azienda di autobus – spiega - alla cassa integrazione. Tornerò poi a fare il mio lavoro con l’apertura delle scuole”. Francescon è soddisfatto e prevede che nel periodo della raccolta di meloni sarà possibile assumere anche altre persone che hanno presentato le loro candidature attraverso Confagricoltura. 
L’azienda però è sempre anche alla ricerca di manodopera specializzata come quella dei lavoratori stranieri che, a causa dell’emergenza sanitaria, non sono riusciti a tornare in Italia, come ogni anni, per svolgere il loro lavoro.

Nella foto: Diego Bocchi