Mondo Agricolo
Da dipendente a imprenditore agricolo di IV gamma. La storia di Alessandro Marinoni
05.05.2017

Da dipendente a imprenditore agricolo di IV gamma. La storia di Alessandro Marinoni

Alessandro Marinoni ha una storia professionale conclusa e un’altra iniziata da qualche anno appena, ma tutte e due unite dallo stesso fil rouge, quello per l’agricoltura. I suoi “trascorsi” sono esemplari: da “semplice” dipendente con un diploma di perito agrario e un corso di laurea nel settore “interrotto per lavoro”, come racconta, è infatti diventato imprenditore agricolo nell’azienda in cui lavorava, la Rizzardi Ottorino & c, attiva nel settore della IV gamma.

E’ imprenditore agricolo dal 1° marzo del 2011, ossia da quando ha  rilevato le quote dell’azienda che oggi porta avanti assieme a due soci, figli dell’ex proprietario. “Ci occupiamo –  sottolinea Marinoni, che ha 32 anni ed è anche consigliere di Confagricoltura Brescia - di produzione e valorizzazione degli ortaggi, cioè di IV gamma. Ho iniziato a lavorare come dipendente nel 2004  e poi sono diventato direttore generale fino a fare questa scelta”.

“Abbiamo mantenuto – sottolinea Marinoni - la denominazione  Rizzardi Ottorino & C perché è conosciuta  e perché lavoriamo per conto terzi, ma l’azienda è diventata  una società agricola con l’acquisizione delle mie quote. Oggi è socia della cooperativa Terra e Sole e conferisce all’Op Tricolore”.
In tutto l’azienda agricola si estende su 15 ettari  di cui 2 in serra e 13 in pieno campo. Le baby leaf, insalatine tenere,  sono prodotte in tunnel coperto, mentre in pieno campo si coltivano cavoli e insalate adulte, come cicoria, indivie, radicchio rosso. L’azienda lavora gli ortaggi raccolti e acquista il 40% del prodotto lavorato da fornitori selezionati in tutta Italia per motivi di stagionalità.
Accanto all’azienda agricola di proprietà, che è a Castel Mella, in provincia di Brescia, si trova lo stabilimento che lavora 30-35 quintali di ortaggi e ha una  capacità  di 10 mila buste al giorno di prodotto finito.

“Sono fiero e orgoglioso di essere agricoltore – sostiene Marinoni - e credo negli ideali e valori portati avanti da Confagricoltura, quindi nell’ innovazione che guarda al futuro con la voglia di ‘accompagnare’ i produttori agricoli  a fare sempre meglio nella loro attività. Oltre alla parte sindacale di rappresentanza e difesa degli interessi l’organizzazione agricola offre anche un’ampia rete di servizi di cui faccio uso in toto”.

Ma cosa vuol dire essere agricoltore? “Vuol dire veder crescere l’insalata, dalla preparazione del terreno al seme e alla coltivazione seguendo il ciclo colturale fino alla raccolta e lavorazione, vuol dire seguire il ritmo lento e naturale del ciclo naturale che è poi contrapposto al ritmo frenetico dello stabilimento che lavora l’ortaggio raccolto”.

Diverse le certificazioni volontarie acquisite dall’azienda bresciana, la Globalcap sulle buone pratiche agricole, poi  le Ifs e Brc che assicurano per il rispetto di alti standard di qualità a livello internazionale e riconosciute dalla Gdo fino a quella sul benessere dei dipendenti.
 
E’ un mercato in crescita quello delle insalate in busta ready to eat e presenta ottime prospettive di crescita nel futuro a medio periodo. Secondo quanto anticipato da un articolo a firma di Salvo Garipoli di SgMarketing su Fresh Point Magazine di maggio 2017, la testata  che cerca di mettere in contatto produttori agricoli e buyer della filiera ortofrutta, la IV gamma ha registrato un incremento dell'1,2% a valore e del 3% a volume nel 2016 (fonte Aiipa-Nielsen Market Track)e le previsioni indicano una crescita del +7,5% nel 2020 (fonte Euromonitor). (F.B.)