Mondo Agricolo
Efsa: seconda conferenza sulla Xylella fastidiosa
15.11.2019

Efsa: seconda conferenza sulla Xylella fastidiosa


“E’ il momento di fare il punto sullo stato dell’arte nella lotta alla Xylella fastidiosa, che coincide anche con la presentazione di un docufilm dal titolo "AmalaTerra", proiettato il 14 novembre a Roma, nella sede di Confagricoltura, che si è aggiudicato diversi premi a concorsi internazionali”. Così Pantaleo Greco, presidente della Federazione nazionale olivicoltura di Confagricoltura, sottolinea la gravità dell’emergenza Xylella che “sta distruggendo in modo inarrestabile un paesaggio agrario del Salento, con gravi danni economici ma anche sociali, e la necessità di dare al più presto attuazione ai provvedimenti per utilizzare i 300 milioni di euro stanziati con il decreto emergenze a favore dell’olivicoltura pugliese”.
A Bruxelles, intanto, il Comitato fitosanitario permanente ha di recente presentato la bozza di revisione della Decisione di esecuzione (Ue) 2015/789 relativa alle misure fitosanitarie di emergenza per il contrasto alla Xylella fastidiosa che dovrebbe aggiornare le misure di controllo sul patogeno che colpisce soprattutto gli olivi pugliesi.
Le stime sull'impatto del batterio sono state presentate alla seconda conferenza sulla xylella dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), ad Ajaccio dal 28 al 30 ottobre scorso che ha riunito oltre 350 tra scienziati, rappresentanti istituzionali e associazioni di categoria di agricoltori e vivaisti: sono circa 6,5 milioni gli olivi pugliesi danneggiati  gravemente dalla Xylella fastidiosa dal 2012 al 2017. La Xylella fastidiosa è considerato dall'Ue il nemico pubblico numero uno ed è stata rilevata per la prima volta nel 2013 dai ricercatori dell'Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp) del Cnr di Bari. Se ne occupa in particolare  il progetto di ricerca Ponte, il primo finanziato dall'Ue con 7 milioni di euro, per indagare anche sulla Xylella che dal 2015 ad oggi ha coinvolto 25 organizzazioni dall'Europa e da Paesi terzi.
Lo studio si è focalizzato sui sintomi, prima osservati e poi approfonditi con analisi di laboratorio, delle 19 cultivar di origine o ambientamento in Puglia e Basilicata allevate in un campo sperimentale nel Gallipolino, dove si trova più alta densità di popolazione batterica che sta flagellando la Puglia. L’iniziativa, come sottolinea anche il presidente della Federazione olivicola di Confagricoltura, ha consentito di sperimentare metodi di rilevazione precoce a distanza e di avviare i test sulle varietà di olivo resistenti in Puglia.
Questo lavoro continuerà con il progetto Ue Xf-Actors, i cui risultati preliminari sono stati discussi nella seconda conferenza Efsa. I ricercatori dell'Ipsp-Cnr di Bari stanno sperimentando lo stesso tipo di soluzioni sull'olivo e hanno presentato ad Ajaccio le prove che il ceppo pugliese del batterio non infetta la vite, ponendo le premesse per la libera commercializzazione di 26 varietà dai vivai dell'area infetta in Puglia. (F.B.)