Mondo Agricolo
Emilia Romagna da bere
03.04.2018

Emilia Romagna da bere

L’Emilia-Romagna si presenta al Vinitaly abbinando l’indiscusso buon cibo ai vini superiori, che il territorio ha saputo esprimere soprattutto negli ultimi anni.
 
«Le nostre etichette si stanno affermando bene sul mercato interno ed estero; ai vitigni autoctoni più conosciuti si affiancano ora quelli dimenticati e via via recuperati, che già aspirano a diventare Doc» dice Andrea Betti, presidente del Vitivinicolo di Confagricoltura Emilia Romagna e produttore nell’areale Ravennate, dove, spiega, «si è riscoperto sia il Centesimino - vitigno a bacca rossa, colore intenso, 15 gradi (allo stand ci sarà una selezione dell’azienda agricola Spinetta di Faenza)-, sia il Famoso: molto aromatico e produttivo, a bacca bianca (Cantina Leone Conti)».
Seguono i sorsi di vino che hanno fatto la storia delle terre di Romagna. L’Albana passito, «prima Docg d’Italia, profumata e fresca, con fragranze floreali, che adesso viene esportata in Cina e nel Sud-est asiatico (Cantina Casadio); il Sangiovese Doc, un rosso di carattere e lunga intensità (Cantina San Biagio Vecchio) e il Trebbiano Doc, un bianco che viene prodotto nella versione frizzante (Fattoria Zerbina)».
Invece sui colli di Bologna si coltiva il Pignoletto fin dall’epoca etrusca e romana. Ora è anche una Docg. «Ed è pure il vitigno che ha le caratteristiche più richieste dal consumatore: un bianco dal gusto aromatico, fresco, con gradazione non elevata; piace ai giovani e sta conquistando i mercati esteri», precisa Betti. Si può gustare una selezione di bottiglie della Docg Montevecchio Isolani, da uve biologiche della Tenuta del presidente del Consorzio di tutela, Francesco Cavazza Isolani. Ci saranno anche assaggi di Pignoletto Spumante Docg del Podere Riosto, metodo charmat-in autoclave, perlage fine e profumo delicato, esclusivamente da uve vendemmiate a mano.  La stessa cantina propone inoltre lo Spumante Rosé For You, un vino unico al mondo da un vitigno locale che ha circa 450 anni: La vite del Fantini. Il viaggio prosegue poi con il rosso frizzante di Modena per eccellenza, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro D.O.P, nella versione secca ed amabile (azienda Martelli di Castelfranco Emilia).
È prevista – presso lo stand confederale in fiera - per mercoledì 18 aprile ore 11.30 - una degustazione su invito, a base di pignoletto e lambrusco, organizzata da Confagricoltura Bologna e Modena.
Per finire, l’azienda vinicola Oinoe, che si affaccia sulla food valley parmense, con vigneti coltivati a guyot, farà bella mostra di sé con bottiglie di Malvasia Aromatica di Candia 100% Doc e un Rosso Doc da uve di Bonarda e Barbera.
Tutti i vini sposeranno prodotti della tradizione emiliano-romagnola: torta fritta, tigella, gnocco, piadina insieme ai vari salumi (strolghino, culatello, prosciutto) e al parmigiano.
Barbara Bertuzzi