Mondo Agricolo
Fiera di Cremona: rilanciare il latte italiano, un bene prezioso
04.10.2019

Fiera di Cremona: rilanciare il latte italiano, un bene prezioso

“Possiamo definirlo un momento favorevole per il latte vaccino. La produzione non è aumentata, anzi, a settembre 2019 è diminuita rispetto allo stesso mese dell’anno scorso e la domanda risulta in leggera crescita. Unico neo, il fatto che i produttori di latte sono in balia della multinazionale Lactalis che sta pagando un prezzo diverso da quello concordato”. Così Renzo Nolli, presidente uscente della Federazione nazionale di prodotto lattiero-casearia di Confagricoltura, scatta una fotografia dell’attuale congiuntura sottolineando anche il mancato rispetto del contratto stipulato tra allevatori e Italatte, centrale di acquisto della multinazionale francese (proprietaria dei marchi Galbani, Cademartori, Invernizzi e Parmalat) che ritira il 10% del latte nazionale e che dallo scorso aprile paga 40 centesimi al litro (anziché i 41,5 centesimi stabiliti dall’indice ricavato da un paniere di prodotti condiviso dalle parti  nell’ottobre 2018).
“La multinazionale ha appena mandato la disdetta al contratto, in scadenza al 31 dicembre 2019, per impedirne il tacito rinnovo per il 2020. Siamo pronti a sederci di nuovo al tavolo delle trattative, ma dobbiamo anche riconoscere – sottolinea Nolli - a Lactalis il merito di essere una delle poche aziende che continua a stipulare un accordo di riferimento per quanto riguarda il prezzo, la durata e i quantitativi nel rispetto dell’articolo 62  della legge 27 del 2012”.  
Si tratta, come spiega sempre Nolli, anche di premiare il grande impegno che va riconosciuto ai produttori di latte nel raggiungere livelli qualitativi sempre più elevati grazie all’efficienza e alla produttività raggiunte nelle stalle, anche in termini di sostenibilità come rispetto dell’ambiente, e di grande attenzione per il benessere animale.
Temi importanti per la filiera latte che saranno al centro dell’edizione 2019 delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, in programma dal 23 al 26 ottobre a CremonaFiere. Proprio a Cremona, da 72 anni, si svolge infatti la più importante fiera zootecnica del paese, la Fiera Zootecnica del bovino da latte, che oggi è inserita all’interno delle Fiere Zootecniche internazionali di Cremona.
Sulla filiera latte e in genere sull’agroalimentare pende oggi anche la minaccia dei dazi annunciati dal presidente Usa Trump che rischiano di avere gravi conseguenze proprio sulle esportazioni di prodotti più rappresentativi dell’agroalimentare made in Italy, come i formaggi Dop. Un grade danno per la filiera italiane del latte che vale 15 miliardi di euro, di cui proprio 3 miliardi di esportazioni e che nei primi sei mesi del 2019 ha segnato una crescita a due cifre nelle vendite all’estero di formaggi e latticini.
Secondo le elaborazioni Ismea su dati Istat, il primo semestre dell’anno ha visto crescere l’export di formaggi italiani  di oltre il 12%, in decisa accelerazione rispetto all'andamento del 2018 (+3%). A trainare il comparto sono stati in particolare i formaggi stagionati (+14,5%, per 772 milioni di euro pari al 45% del totale comparto) e i formaggi freschi (+6,3% per un valore di 424 milioni). Gli stagionati mostrano una forte ripresa delle richieste oltreoceano, con l'export verso gli Usa balzato a 147 milioni di euro (+25% sui primi sei mesi del 2018) grazie all'ottima performance del Grana Padano, del Parmigiano Reggiano e dei pecorini. (F.B.)