Mondo Agricolo
Fieragricola, intervista al presidente Guidi: le priorità per il futuro
29.01.2016

Fieragricola, intervista al presidente Guidi: le priorità per il futuro

Il presidente di Confagricoltura, in un’intervista  per lo  “Speciale Innovazione” di Fieragricola fa il punto sui cambiamenti del settore primario, sulla necessità essere più competitivi e di puntare sull’innovazione. Quindi traccia l’identikit dell’azienda agricola del futuro. La pubblicazione, che ospiterà anche un’intervista al ministro Martina, sarà messo a disposizione dei media che interverranno al salone veronese.
Di seguito il testo dell’intervista.
 
Come è cambiata l’agricoltura italiana negli ultimi quindici anni e quali sono le priorità per il futuro?
Il mondo dell’agricoltura e dell’agribusiness in genere vive da alcuni anni una fase cruciale. Dal 2000 ormai si assiste ad una grande volatilità dei prezzi agricoli. La questione è che mentre la produzione e la produttività agricole sono aumentate tantissimo dagli anni ’60 sino al 2005-2007, secondo le stime della FAO questi incrementi si sono ridotti e si ridurranno ancora tra il 2030 ed il 2050. In ogni caso dovremo far fronte ad un aumento di produzione agricola del 60% entro il 2050 e questo aumento si dovrà verosimilmente ottenere con un incremento delle rese produttive, fattore legato storicamente all’introduzione di innovazione.
Occorrono quindi maggiori investimenti in ricerca ed innovazione. Tutto questo è importante non solo dal punto di vista della food security (cibo in quantità sufficiente per tutti) ma anche della food safety (cibo sicuro in termini sanitari). Occorre in poche parole innovare non solo per produrre di più, ma anche per produrre meglio.
 
Di quali innovazioni l’agricoltura ha maggiormente bisogno?
Nella fase di produzione di applicazioni che puntano ad una automazione dei processi e ad una migliore efficienza, abbassando i costi, riducendo l’utilizzo di alcuni mezzi tecnici e quindi anche l’impatto ambientale di taluni processi produttivi. Per fare qualche esempio, la “robotizzazione” nella gestione delle stalle, l’utilizzo dei prodotti chimici per la difesa delle piante regolato da sensori in campo (che monitorano le condizioni meteo e della pianta), le tecniche di guida basate sulla georeferenziazione (GPS montati su macchine agricole). Sono le applicazioni più note di quella “precision farming” che si sta diffondendo sempre più tra le imprese e che Confagricoltura sta promuovendo anche con specifiche iniziative. Non meno rilevante è l’utilizzo di tecniche innovative per la gestione dell’acqua. Ma abbiamo bisogno anche di far ripartire la ricerca genetica, indirizzandola verso tecniche nuove, come il genoma editing e la cisgenesi, perfette per l’agricoltura. E soprattutto di innovazioni digitali, che consentano di migliorare la logistica, di favorire la tracciabilità dei prodotti, di facilitare e ampliare la commercializzazione attraverso internet.
 
Quali opportunità nel breve e medio termine intravede per l’agricoltura italiana ed europea?
L’agricoltura italiana e quella europea avranno grandi opportunità se sapranno cogliere l’importanza dell’innovazione, che può risolvere i problemi concreti delle imprese, rilanciare la loro competitività e contribuire anche a cogliere le sfide globali, dalla sicurezza alimentare al cambiamento climatico. Occorre però una migliore rete infrastrutturale che compensi il “digital divide” nelle aree rurali, aumentando anche la ancora scarsa informatizzazione delle imprese agricole; che ci sia uno sviluppo delle innovazioni che tenga conto dei fabbisogni delle imprese, che devono essere sempre coinvolte nella definizione delle linee guida di “chi pensa e produce” innovazione. E soprattutto che la diffusione delle innovazioni sia fatta in stretto contatto con le imprese agricole e le loro associazioni, che possono essere il veicolo ideale per la loro più vasta applicazione tramite i servizi di consulenza ed assistenza tecnica alle imprese.
 
Come dovrà essere l’impresa agricola nei prossimi per essere competitiva sul mercato?
L’impresa agricola nei prossimi anni dovrà essere innovativa e smart. Dovrà essere orientata ai mercati, soprattutto a quelli internazionali, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, dalla vendita diretta aziendale all’ e-commerce. Dovrà essere capace di diversificare valorizzando le sue funzioni multifunzionali, dalla produzione di energia, all’agriturismo, dalle fattorie didattiche a quelle sociali. Dovrà, dunque, essere sostenibile da ogni punto di vista, ambientale, sociale ed economico.