Mondo Agricolo
Fiere Zootecniche di Cremona, con le innovazioni digitali la filiera latte risparmia oltre 100milioni di euro
05.11.2017

Fiere Zootecniche di Cremona, con le innovazioni digitali la filiera latte risparmia oltre 100milioni di euro

Il monitoraggio via web dell’alimentazione dei bovini, un programma automatizzato di gestione della ricetta veterinaria elettronica e un sistema di sensori che rilevano la temperatura e geolocalizzazione il mezzo di trasporto nella distribuzione dei prodotti.  
 
Una ricerca presentata dall’Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net) e dell’Università degli Studi di Brescia (Laboratorio Rise) all’edizione 2017 delle Fiere zootecniche Internazionali di CremonaFiere ha mostrato come queste tre soluzioni  digitali consentano di risparmiare oltre 100 milioni di euro l'anno a livello di filiera.
 
L'Osservatorio ha attivato in collaborazione con il Crit – Polo Digitale di Cremona, un Tavolo di lavoro dedicato al settore lattiero-caseario 4.0 e realizzato con il supporto di Auricchio, BCube, Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, Latteria Soresina, Latteria Plac, Sovaco Plast per studiare l'impatto delle innovazioni digitali sulla filiera.
 
“Anche se il lattiero-caseario è fra i settori più avanzati dal punto di vista tecnologico –  ha detto Filippo Renga, direttore dell'Osservatorio Smart AgriFood - si potrebbero risparmiare molti milioni di euro l’anno facendo ricorso a strumenti digitali innovativi, nella maggior parte dei casi semplici e con investimenti ragionevoli. I benefici potenziali sarebbero significativi per tutta la filiera: dagli allevatori ai fornitori di materie prime, dalle industrie della trasformazione agli enti terzi di controllo, fino al consumatore finale”.
 
Il primo caso valutato è quello del monitoraggio in tempo reale dell’alimentazione delle bovine attraverso una piattaforma web: un portale capace di far dialogare i  diversi attori della filiera elimina la necessità di ricorrere alla carta e questa soluzione, secondo l’Osservatorio Smart AgriFood , consentirebbe a una filiera costituita da un caseificio a cui conferiscono un centinaio di allevamenti, che a loro volta ricevono circa 5mila consegne annue da parte dei fornitori di mangimi, di risparmiare circa 64mila euro.
 
L’Osservatorio ha ipotizzato che il Consorzio del Grana Padano, con i suoi 4.142 conferitori e 128 caseifici di trasformazione e oltre 50 fornitori di mangimi, adotti questa soluzione di tracciabilità e semplificazione burocratica nell’alimentazione animale: in questo caso  i benefici potrebbero raggiungere 3 milioni di euro l’anno. Anche realtà più contenute ne potrebbero trarre vantaggi: il Consorzio Tutela Provolone Valpadana potrebbe risparmiare 1 milione di euro l’anno, il Consorzio del Gorgonzola  500mila euro l’anno.
 
L'Osservatorio Smart AgriFood  ha stimato inoltre un risparmio di 18,3 milioni di euro l’anno, distribuiti tra tutti gli attori della filiera, ottenuto con l’applicazione di un programma avanzato di utilizzo della ricetta veterinaria elettronica (obbligatoria dal primo semestre del 2018) al sistema degli allevamenti della regione Lombardia (5.818 allevamenti di bovini da latte con una media di 190 capi l’uno).
 
L’innovazione digitale potrebbe inoltre essere  di aiuto nella distribuzione dei prodotti dalla fabbrica alla consegna:  con un sensore smart che rileva la temperatura, uno smartphone o un tablet che riceve i dati e geolocalizza i mezzi di distribuzione, l'Osservatorio Smart AgriFood  ha ipotizzato una riduzione di almeno il 60% della merce trasportata per cattiva conservazione o sottrazione, con un beneficio annuo per il settore lattiero-caseario di 7,5 milioni di euro, che possono arrivare a 10 milioni di euro nelle ipotesi più ottimistiche. (F.B.)