Mondo Agricolo
Findus, entro il 2019 la certificazione di sostenibilità per il 90% degli ortaggi made in Italy
25.05.2018

Findus, entro il 2019 la certificazione di sostenibilità per il 90% degli ortaggi made in Italy

Dopo l’annuncio dello scorso anno di introdurre il marchio blu di pesca sostenibile certificata Msc, Findus  passa all’agricoltura annunciando l’adesione alla Sustainable Agriculture Iniziative Platform (Sai Platform), un’organizzazione internazionale non profit dedicata all’agricoltura sostenibile. Entro il 2019 il 90% dei volumi totali di vegetali del leader sul mercato italiano dei surgelati (che fa parte del gruppo Nomad Foods Europe) seguiranno lo standard Fsa (Farm Sustainability Assessment). Oggi per l’azienda i vegetali rappresentano circa il 55% dei volumi, coprendo quasi un terzo del fatturato aziendale.
L’iniziativa è stata illustrata a Milano con la campagna “Coltiviamo il futuro per un’agricoltura sostenibile”. “L’Italia è il più grande produttore di vegetali in Europa e l’impegno di oggi – ha commentato Francesco Fattori, amministratore delegato di Findus Italia – è quello dell’adesione a Sai platform: utilizzeremo lo schema di Fsa per verificare l’utilizzo di pratiche agricole sostenibili e ci faremo certificare da un ente terzo. Entro il 2019 il 90% dei vegetali Findus arriverà da agricoltura sostenibile e il 100% lo raggiungeremo negli anni a venire.”
La sostenibilità si basa sull’ottimizzazione dell’impiego di risorse, sulla riduzione dell’impatto ambientale e sulla conservazione della fertilità del terreno. Attraverso la rotazione delle colture, ad esempio, Findus migliora naturalmente la fertilità del suolo: è il caso del pisello che viene ricoltivato dopo 3 o 7 anni, di patata, carota, spinaci, sedano, bieta, zucchino, pomodoro e zucca che devono attendere 3 anni o del porro che lascia riposare il terreno per 4 anni. Grazie ad un monitoraggio sul fabbisogno delle piante si è potuto ridurre significativamente anche l’utilizzo di concimi. “Ad esempio - ha spiegato Fabrizio Fontana, responsabile degli agronomi Findus - nel caso degli spinaci  negli ultimi 20 anni l’uso dei fertilizzanti è calato del 20%, a fronte di una resa cresciuta del 18%. Abbiamo quindi ridotto di 30 tonnellate all’anno l’uso di concime azotato che non andrà qu poi nelle acque. Stesso discorso per la riduzione del consumo di acqua ed energia: l’irrigazione a bassa pressione e localizzata, in alternativa a quella tradizionale per aspersione, ha consentito nei pomodori un notevole risparmio d’acqua e di energia, rispettivamente -28,5% e -36%”.
Sai Platform è un’organizzazione non profit – ha spiegato Marco Consalvo, responsabile della comunicazione di Sai Platform –  e aggrega oggi più di 90 membri, non solo della trasformazione ma anche cooperative agricole, retailer o anche fornitori di attrezzature per l’agricoltura o l’agroindustria. Dialoghiamo con gli agricoltori e al nostro tavolo siede sempre il settore primario per produrre cibo sicuro e di alta qualità, attraverso pratiche agricole che proteggano e migliorino l’ambiente”.
Le verdure vengono coltivate solo “in pieno campo”, come ha spiegato sempre Fontana -, sono raccolte alla maturazione ideale e surgelate in tempi brevissimi. Findus lavora con 672 aziende agricole italiane e con molte di queste esiste una relazione che dura da decenni (ad esempio, la durata media delle collaborazioni nell’Agro Pontino è di 24 anni). Findus sigla con l’azienda agricola o la cooperativa agricola un contratto di coltivazione annuale che stabilisce i volumi, il prezzo e la qualità. “Il prezzo è slegato dall’andamento del mercato – ha detto sempre Fontana - e concordato in base ai costi di produzione e alla remunerazione più equa per l’agricoltore”. Complessivamente a livello mondiale Findus collabora con 1.359 aziende agricole per un totale di 6.433 ettari coltivati. (F.B)