Mondo Agricolo
Fiori essiccati nell’imbottitura dei piumini
05.05.2020

Fiori essiccati nell’imbottitura dei piumini

L’idea è un’alternativa più sostenibile rispetto alle piume d’oca contenute nelle imbottiture delle giacche piumino invernali. Flwrdwn è un materiale brevettato, sviluppato in un laboratorio fiorentino per alcuni anni da un team di ingegneri, esperti di materiali innovativi e designer. E’ composto da fiori di campi essiccati,  è biodegradabile e vanta  un rapporto volume peso e una capacità di isolamento termico analoghi a quelli della piuma d’oca di qualità medio alta.
Secondo Enrico Cozzoni, ingegnere che ha lavorato al progetto, basta un etto di fiori essiccati per piumino, circa 20-30 piantine. La fibra messa a punto è composta dalla parte interna, che è leggerissima, del bocciolo e da un biopolimero. La materia prima deriva da fiori selvatici raccolti negli Usa e coltivati in aree appositamente create per favorire la ripresa della biodiversità e attrarre soprattutto farfalle.
I campi non richiedono irrigazione e assorbono anche 12 tonnellate di CO2 per ettaro.
L’azienda che vende i piumini, e li ha lanciati sul mercato, è infatti americana, si chiama Pangaia ed è stata fondata da Amanda Parkes, ma la manifattura, come per i capi di alta moda, è made in Italy. L’azienda, secondo la fondatrice, punta su produzioni ecologiche  derivate da composti vegetali. Con il marco Pangaia sono commercializzati anche felpe, pantaloni magliette colorate con tinte ricavate da fiori, frutti e scarti vegetali. C’è anche la t-shirt in cotone e alghe marine trattate con olio essenziale di menta piperita che si sporcano meno, secondo Pangaia, rispetto a quelle tradizionali.
Sostenibile anche il packaging delle creazioni di Pangaia, una bioplastica che si può gettare nella frazione umida dei rifiuti e si decompone totalmente in poche settimane. I prezzi non sono modici, ma la sostenibilità ha un costo elevato.