Mondo Agricolo
Fragole, partenza in ritardo ma con un buon recupero
08.05.2018

Fragole, partenza in ritardo ma con un buon recupero

Partenza in ritardo per le fragole rispetto alla scorsa annata, ma con un buon recupero che fa ben sperare. Il freddo prolungato ha infatti fatto partire la stagione con uno slittamento di una decina di giorni, ma il caldo della settimana scorsa ha accelerato la maturazione facendo aumentare velocemente i volumi della produzione. La domanda, sia interna che dall’estero, è molto buona, aiutata anche dal fatto che la Spagna, grande concorrente sul fronte frutticolo, quest’anno è un po’ in affanno sia a causa dei problemi politici, sia per il meteo avverso. 
“Mentre nel 2017 l’andamento del mercato era stato influenzato dall’anticipo di maturazione dei prodotti, causando una sovrapposizione dei cicli produttivi con quelli del Sud Italia e conseguentemente una riduzione delle quotazioni, quest’anno la raccolta slittata ai primi di maggio ci sta dando una mano – spiega Andrea Foroni, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Veneto –. La qualità è buona e anche la pioggia di questi giorni, con un lieve calo delle temperature dopo il caldo della scorsa settimana, sta favorendo un corretto sviluppo delle fragole. Ci sono in produzione parecchie varietà, dalle precoci alle tardive, che ci consentiranno di andare avanti con la raccolta fino a metà giugno. Anche i prezzi sono soddisfacenti, grazie alla buona domanda che ci arriva dall’estero, soprattutto da Germania, Austria e Svizzera: siamo partiti da 3 euro al chilo e adesso siamo attorno ai 2,80. A Veronamercato il prodotto di prima qualità viene pagato fino a 2,50 euro al chilo, più di quello della Campania e della Basilicata”. 
Il problema che si sta riscontrando è quello della manodopera, come riferisce Pietro Spellini, vicepresidente di Confagricoltura Verona e frutticoltore: “I lavoratori dell’Est, che normalmente venivano impiegati nelle campagne di raccolta delle fragole, stanno lavorando nei Paesi d’origine e quelli italiani non si trovano più, tanto più che l’abolizione dei voucher ha reso molto più difficoltosa sotto il profilo burocratico l’assunzione di studenti e pensionati”. 
Nel territorio veronese si coltiva l’82% della superficie regionale di fragole, vale a dire 570 ettari su circa 690 (dati 2017 di Veneto Agricoltura). L’anno scorso il calo delle rese ha determinato una riduzione della produzione complessiva, che si è attestata attorno alle 17.400 tonnellate (-4% rispetto al 2016).