Mondo Agricolo
Futurpera, comparto delle pere in affanno non solo per la cimice asiatica
10.12.2019

Futurpera, comparto delle pere in affanno non solo per la cimice asiatica

La cimice asiatica è in cima alla lista dei problemi emersi al World Pear Forum, l’evento mondiale dedicato alle pere in concomitanza con Futurpera 2019, la manifestazione di Ferrara dedicata al comparto che si è svolta dal 28 al 30 novembre 2019. Basta un numero per capire la gravità dell'emergenza: i danni alle pere nel Nord Italia sia in fase produttiva che in quella del post raccolta e dell’indotto, valgono 267,5 milioni di euro, una cifra enorme che non tiene conto del danno sociale provocato dal minor impiego di forza lavoro, complessivamente pari a 337 mila giornate lavorative per l’intera campagna. Nel 2019 è stata calcolata una perdita di redditività alla produzione davvero pesante, pari 8.600 euro all’ettaro frutto di una Plv (produzione lorda vendibile) di appena 8.900 euro per ettaro a fronte di costi di produzione pari a 17.500 euro.
A rischio anche il futuro del comparto: in base alle previsioni al 2022 per la sola Regione Emilia-Romagna, da dove proviene il 70% della produzione di pere made in Italy, si prefigura un calo del 18% della produzione di Abate, del 19% per Conference, del 13% per Kaiser e del 22% per Decana. Si tratta solo di stime, sintesi del numero di impianti che entreranno in produzione e dell’ipotesi di quelli che verranno abbattuti, realizzata in base al tasso di abbattimento registrato negli ultimi anni. Sono dunque proiezioni  che andranno verificate, ma potrebbero diventare reali e addirittura peggiori  di quanto ipotizzato.
La campagna commerciale è partita inoltre con un’offerta di prodotto molto contenuta in Italia, e i cali produttivi hanno toccato in generale il 50% in meno rispetto al 2018. Ma è stata ridotta anche a livello europeo. La frammentazione dell’offerta è risultato l’altro grande problema che affligge il comparto.
Quanto all’export l’apertura di nuovi mercati è sempre importante: c’è la prospettiva per le pere italiane di sbarcare in Cina per le varietà Abate, Conference, William, Carmen. Il negoziato è in corso dal 2017 e le autorità cinesi hanno appena annunciato una loro visita ispettiva durante la raccolta.
Il negoziato con la Cina – spiega  Rubbi - è iniziato nel 2017 e a breve dovrebbero arrivare le richieste di integrazioni. I consumatori del Paese sono tuttavia abituati alla Nashi, una pera diversa dai prodotti italiani e l’Italia dovrà affrontare in ogni caso la concorrenza di Belgio e Olanda che esportano soprattutto Conference. (F.B.)