Mondo Agricolo
Innovazione nell’ortofrutta biologica, il Crea partner di una ricerca europea
14.08.2018

Innovazione nell’ortofrutta biologica, il Crea partner di una ricerca europea

Innovare i metodi agronomici per la produzione di ortofrutta biologica che oggi è sempre più richiesta dal mercato. In particolare l’obiettivo è  conservare la biodiversità e la fertilità del suolo, fondamentali per lo sviluppo futuro del comparto, così come ridurre la dipendenza dai prodotti fitosanitari anche per il bio e i fertilizzanti non organici. Parte da queste premesse un progetto del Core Organic Cofund Sureveg (Coordination of European Transnational Research in Organic Food and Farming Systems), il consorzio di coordinamento della ricerca europea in materia di agricoltura ed alimentazione biologica avviato nel marzo 2018 per sviluppare e migliorare sistemi di coltivazione intensivi utilizzando lo strip-cropping (sistema di coltivazione a strisce) e differenti strategie di fertilizzazione che combinano concimi ed ammendanti del suolo di origine vegetale.
Al progetto, chiamato “Strip-cropping and recycling of waste as the basis for biodiverse and resource-efficient intensive vegetable production”, partecipa il Crea che è il partner italiano  all’interno del Consorzio Europeo di ricerca. Gli obiettivi sono quelli di migliorare la resilienza, la sostenibilità del sistema, il riciclo dei nutrienti e lo stoccaggio del carbonio nel suolo attraverso un programma di attività: la progettazione e il collaudo di sistemi diversificati in strip-cropping in diversi paesi produttori di ortaggi bio e rappresentativi di differenti aree geografiche europee; la produzione ed applicazione di ammendanti e fertilizzanti a base di residui vegetali organici pre-trattati; lo sviluppo e collaudo di tecnologie “intelligenti” (smart technologies) per la gestione dei sistemi orticoli diversificato considerati nel progetto.
I sistemi di produzione intensivi dovranno rispondere alle diverse esigenze pedoclimatiche e superare le barriere socio-economiche. Il traguardo sarà la costruzione di un database dei caratteri colturali nonché una serie di consigli specifici per migliorare i sistemi coltivati in strip-cropping e utilizzare le migliori modalità di fertilizzazione. Un’attività che implica la scelta delle specie da coltivare, la progettazione dell’agroecosistema, le selezione degli ammendanti e dei concimi da applicare. Sono inoltre previste visite sul campo, meeting nazionali e  transnazionali, pubblicazioni scientifiche e divulgative a favore dei portatori di interesse, video YouTube. In questo modo si potranno ridurre significativamente la dipendenza da biopesticidi e fertilizzanti non organici nelle produzioni biologiche con un impatto sulla qualità dell’acqua e del suolo e sulla biodiversità del paesaggio, fattori che possono incrementare la produttività dell’orticoltura biologica.Un importante risultato ambientale deriverà dalla reintegrazione dei nutrienti nel suolo, attraverso la trasformazione dei residui di origine vegetale bio da "rifiuto" a "risorsa". Ciò verrà realizzato alla luce della recente politica europea sull'economia circolare, secondo la quale il 30% del fosforo applicato  non deve derivare da fertilizzanti chimici.