Mondo Agricolo
L'Ente Produttori Selvaggina lancia un'App per la sorveglianza passiva della Peste suina africana
19.08.2019

L'Ente Produttori Selvaggina lancia un'App per la sorveglianza passiva della Peste suina africana

Inviare segnalazioni georefenziate sul rinvenimento in campagna di carcasse di cinghiali selvatici che potrebbero essere stati colpiti dalla Peste suina africana, una patologia letale che notoriamente può essere trasmessa anche ai suini di allevamento.  E’ l’obiettivo di un’App operativa dallo scorso 1° agosto grazie all’Ente Produttori Selvaggina (Eps) che l’ha messa a  disposizione gratuitamente tramite la testata specializzata on line “La Riserva di Caccia” (scaricabile su smartphone con sistema Android e Ios dal sito lariservadicaccia.com e, in futuro, anche sul sito dell’Eps e sul canale Facebook dell’Eps).  
La collaborazione dei cacciatori,  dei cercatori di funghi o, più semplicemente, di chi gira in campagna per passeggiare, è fondamentale per ridurre il rischio di contagio attraverso gli animali selvatici nella penisola italiana, oggi minacciata sempre più da vicino: il virus nel nostro Paese è infatti presente da diversi decenni in Sardegna e si sta diffondendo anche nell’Europa dell’Est, dove, dopo l’Ungheria ha raggiunto anche Serbia e Slovenia.
“La nuova App - spiega il vicepresidente di Eps, Landolfo di Napoli – consente di fotografare la carcassa del cinghiale trovato in campagna, georeferenziarla e inviarla all’Ente produttori selvaggina che a sua volta la trasmetterà al ministero della Salute. La carcassa di cinghiale segnalata potrà così essere recuperata e analizzata  attivando, se necessario, tutte le misure di sorveglianza sanitaria, come la circoscrizione dell’area,  il blocco di tutte le movimentazioni ed eventualmente arrivare al vuoto sanitario”. In futuro l’applicazione software sarà in grado di trasmettere l’immagine e le coordinate direttamente al ministero.
“La sorveglianza preventiva e la gestione dei cinghiali selvatici è fondamentale contro la diffusione di questa patologia che si sta avvicinando pericolosamente anche alla nostra Penisola. Gli ultimi casi – sottolinea Di Napoli - sono stati segnalati in Serbia e Slovenia. Questo software rappresenta quindi uno strumento efficace per la sorveglianza preventiva sulla Peste suina africana.”   
L’applicazione è stata presentata lo scorso 7 agosto a Roma al ministero della Salute in occasione di un incontro formativo “La peste suina africana: sorveglianza e gestione dei selvatici, promosso dall’Ente produttori selvaggina. 
La trasmissione del virus avviene per contatto diretto tra capo malato e capo sano anche attraverso residui di cucina infetti o di macellazione. “Si tratta di salvaguardare - ha rimarcato il vice-presidente dell’Ente produttori selvaggina - non solo i 30 mila allevamenti italiani di suini  italiani, ma tutta la filiera di trasformazione della carne, comprese le Dop del Prosciutto di Parma e di San Daniele”. (F.B.)