Mondo Agricolo
La Fao lancia l’allarme,  la lotta è oggi contro l’obesità
11.06.2019

La Fao lancia l’allarme, la lotta è oggi contro l’obesità

La lotta contro la fame non è più l'unico grande problema dell'umanità: oggi l’emergenza riguarda anche l’obesità e la carenza di nutrienti. In futuro si prevede infatti che il numero degli obesi superi quello degli affamati. Lo ha ricordato il direttore Generale della Fao, José Graziano da Silva, al simposio internazionale “Il Futuro del Cibo”, che il 10 e 11 giugno ha fatto il punto sul tema riunendo a Roma accademici, ricercatori, politici, rappresentanti della società civile e del settore privato, parlamentari e agenzie governative.
Per questo l’alimentazione del futuro dovrà garantire alimenti nutrienti, di qualità e prodotti con un metodo rispettoso per l'ambiente. "Dobbiamo cambiare le nostre strategie – ha spiegato il direttore della Fao - e produrre non più semplicemente cibo, ma cibo più nutriente".
Sono infatti oltre 2 miliardi gli adulti in sovrappeso, di cui 670 milioni sono oggi già obesi. Un numero destinato a superare a breve gli 820 milioni di persone che nel mondo soffrono la fame. L’obesità tra il 2000 e il 2016 è aumentata in modo esponenziale in tutte le fasce d'età. Per di più, quasi 2 miliardi di persone soffrono di carenze di micronutrienti.
Alla base di questa nuova emergenza l'elevato consumo di alimenti ultra-lavorati, composti prevalentemente da ingredienti artificiali, alimenti ricchi di grassi saturi, zuccheri raffinati, sale e additivi.
Come sarà allora il cibo del futuro? Secondo da Silva occorrerebbero incentivi pubblici per incoraggiare a produrre alimenti più sani. Come? Ad esempio imponendo tasse sul junk food, cioè i prodotti alimentari ritenuti poco sani, etichette comprensibili sugli alimenti, restrizioni sulla pubblicità degli alimenti, in particolare quelli per i bambini.
I governi dovrebbero inoltre favorire la produzione e il consumo di alimenti locali e freschi. Anche sugli accordi commerciali internazionali andrebbero privilegiati quelli inerenti i sistemi alimentari più sani. Infine per produrre cibo sano si dovrebbe partire da terreni sani e pratiche agricole sostenibili.