Mondo Agricolo
L’azienda agricola può diventate modello di economia circolare
05.03.2018

L’azienda agricola può diventate modello di economia circolare

Non è solo un concetto di riutilizzo e riciclo: il percorso virtuoso dell’economia circolare o della bioeconomia è qualcosa di più ampio, che passa necessariamente dall’agricoltura con l’obiettivo di estendere la vita dei prodotti che vengono utilizzati e poi rielaborati per essere reimmessi nel ciclo biologico senza la produzione di scarti, oggi considerati una risorsa. Si contrappone all’economia lineare, basata sulla produzione di materie prime sempre nuove che si possono trasformare in scarti una volta consumate. Lo spiega bene Ezio Veggia, presidente della Federazione nazionale bioeconomia di Confagricoltura: “L’economia circolare rappresenta una nuova opportunità se non una necessità per l’agricoltura. Per questo – sottolinea – al centro della bioeconomia oggi si colloca il ruolo dell’azienda agricola, fondamentale non solo per la produzione di cibo ma anche per lo sviluppo delle agroenergie, della bioedilizia o della biocosmesi”.
In considerazione di questo primo punto la Federazione nazionale di Bioeconomia di Confagricoltura presta  molta alla gestione del suolo che rappresenta il bene primario dell’attività agricola:  “Negli ultimi 50 anni è stato depauperato a causa di un eccessivo impiego di concimi chimici anziché di quelli organici – precisa Veggia –. In alcune zone d’Italia ad esempio il grano non mostra più caratteristiche ottimali per la produzione di pasta o pane, perché negli anni è scomparsa la zootecnia  che ha fatto  mancare la distribuzione di sostanza organica nei campi e si è abbandonata la rotazione delle colture. Il suolo agricolo deve quindi tornare a essere fertile e in buona salute con l’obiettivo di produrre di più in modo sempre più efficiente ma anche sostenibile sotto l’aspetto ambientale”.
“Nell’economia circolare il prodotto agricolo  – spiega Veggia - viene scomposto in tutte le sue componenti sia per il food che il non food  ma viene valorizzato  alla fine del ciclo di utilizzo anche come biomassa per alimentare il digestore dell’impianto di biometano”. In questo senso l’azienda agricola che è autosufficiente dal punto di vista della produzione di energia da fonti rinnovabili contribuisce a fermare lo spreco, l’inquinamento da fonti fossili e si pone anche come modello di economia circolare.(F.B.)