Mondo Agricolo
L’impegno europeo per l’agricoltura sociale
22.11.2019

L’impegno europeo per l’agricoltura sociale

A pochi mesi dalla sua elezione a componente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, l’on. Nicola Procaccini ha manifestato il proprio interesse verso il supporto e la qualificazione delle fattorie sociali, per il ruolo essenziale che svolgono a favore dell’integrazione e del recupero di soggetti svantaggiati o emarginati. E per toccare con mano il legame tra le persone e la terra, tra il lavoro e la partecipazione, ha fatto visita alla fattoria sociale ‘Casale di Martignano' dell’Azienda agricola Ferrazza, a metà strada tra Roma e Viterbo, un’oasi davvero affascinante nella sua operosità, in cui ha avuto un confronto ampio e stimolante con gli operatori del settore. Erano presenti il presidente della Cooperativa Sociale Barikamà, la presidente di Kairos, Eleonora Linthout della cooperativa sociale Il Desiderio di Barbiana, il presidente della Rete Fattorie Sociali Marco Berardo Di Stefano, il presidente di Confagricoltura Lazio Alessio Trani e molti colleghi della Confagricoltura di Roma.

“Ritengo sia importante creare un legame a livello europeo per la diffusione delle esperienze e della cultura dell’agricoltura sociale – ha sottolineato Nicola Procaccini –. Metterò a disposizione il mio impegno nei tavoli di Bruxelles per dare risalto a queste buone pratiche, cercando canali di finanziamento a supporto del settore. E sono certo di trovare un prezioso alleato in Confagricoltura, di cui apprezzo il capillare lavoro sul territorio a sostegno delle proprie aziende e degli operatori, che ringrazio per avermi aperto le porte a questa realtà”.
 
“L’utilità dell’agricoltura per il sociale è comprovata da numerose esperienze – ha detto Aurelio Ferrazza, responsabile Confagricoltura Lazio al Tavolo regionale per la diversificazione -. Per una consistente platea di beneficiari, i percorsi terapeutici in aziende agricole hanno rappresentato un miglioramento delle proprie condizioni di vita in un tempo considerevolmente minore e con minore uso di farmaci. Questo ruolo innovativo delle aziende agricole deve essere riconosciuto, incentivato e codificato in normative chiare e facilmente applicabili - ha proseguito -. L’Italia in questo è stata pioniera con una legge nazionale sull’agricoltura sociale, che però stenta a trovare traduzioni regionali in normative e regolamenti specifici che ne facilitino l’attuazione: indicazioni europee precise in tal senso risultano pertanto necessarie”.
 
“L’agricoltura è ‘sociale’ – ha scandito il presidente di Confagricoltura Lazio, Alessio Trani – poiché, da sempre, ha permesso l’integrazione anche dei soggetti più fragili. Nelle comunità rurali mai nessuno era lasciato indietro o abbandonato, tutti trovavano un proprio ruolo lavorativo nella comunità. Confagricoltura, sin dall’inizio, ha creduto nell’importanza di sviluppare questo settore, accompagnando il cammino istituzionale che ha permesso di ottenere un riconoscimento anche legislativo. Portiamo avanti un concetto di impresa dove la produttività ed il benessere delle persone, soprattutto le più svantaggiate, coesistano in un modello di sviluppo sostenibile”.
 
“L'agricoltura sociale ha un enorme potenziale, che per potersi esprimere completamente necessita però di un maggior supporto istituzionale, sia livello nazionale, sia europeo – ha sottolineato Marco Berardo Di Stefano, presidente Rete Fattorie Sociali -. Dal parere sull'agricoltura sociale pubblicato del CESE emerge che investire in questo settore non è un favore all'agricoltura, ma una occasione per tutta l'Unione di disegnare un sistema di impresa e di welfare più moderno, efficiente ed inclusivo. Confidiamo sia presto possibile mettere in agenda gli interventi necessari, e tra questi, la creazione di un marchio che permetta ai consumatori di individuare i prodotti provenienti da agricoltura sociale”.
 
Intanto scade domani, 23 novembre, la presentazione dei progetti del bando nazionale “Coltiviamo agricoltura sociale”, indetto da Confagricoltura con la Onlus Senior L’Età della Saggezza, insieme a Reale Foundation (la fondazione corporate di Reale Group), in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali e l’Università di Roma Tor Vergata.

In palio tre premi da 40.000 Euro ciascuno, a copertura totale dei costi, per altrettanti progetti innovativi di agricoltura sociale: due premi sono erogati dalla ONLUS Senior – L’Età della Saggezza e uno, da quest’anno, da Reale Foundation.

A testimoniare l’importanza in questo percorso di formazione nel settore, ai capofila dei tre progetti selezionati sarà assegnata una borsa di studio per la frequenza al Master di Agricoltura Sociale all'Università di Roma Tor Vergata. (A.P.)