Mondo Agricolo
Macfrut 2018, stop alle fake news sulla IV gamma
14.05.2018

Macfrut 2018, stop alle fake news sulla IV gamma

Stop alle fake news sulla IV gamma, frutta e verdura lavate, confezionate e pronte per il consumo. A Macfrut, la grande kermesse italiana sull’ortofrutta che si è chiusa a Rimini l’11 maggio scorso,  si è cercato di fare il punto su qualità, igiene e costi di un settore che vale oltre 1 miliardo di euro  sgombrando il campo dalle numerose notizie false che sono oggi in circolazione.
 
Giancarlo Colelli, ordinario di impianti per le operazioni postraccolta di IV gamma del dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Foggia e curatore scientifico del workshop “Prodotti di IV gamma: Scientific approach vs fake news”, ha subito smontato un primo luogo comune: chi mangia prodotti di quarta gamma, specie in Italia, non lo fa rinunciando ai prodotti coltivati localmente. I produttori devono però puntare su di una corretta informazione, innovare impianti e processi, migliorare qualità e sicurezza, aumentare la shelf life e anche  il contenuto di servizio per accrescere le occasioni di consumo.
 
“Quella della IV gamma – ha commentato Guido Conforti, responsabile di Aiipa IV gamma - è una filiera sicura, sostenibile e ad alto contenuto di servizio e questo ci viene riconosciuto dai consumatori: solo nel 2017 il consumo è aumentato del 5,2%.  Una crescita che contribuisce a contrastare il calo di consumi di ortofrutta fresca, portando sulla tavola degli italiani prodotti pronti all’uso e assolutamente comparabili dal punto di vista nutrizionale a quelli di I gamma”.
 
Luis Cisneros Zevallos, dell’Università del Texas, ha sostenuto come, in base a una serie di stud,  i prodotti fresh-cut , una volta tagliati, mantengano antiossidanti  e altri composti benefici per la salute. Le nuove tecnologie dovrebbero quindi puntare il più possibile sull’allungamento della shelf life per mantenere il più a lungo possibile questi composti.
 
Smontate anche le paure irrazionali legate al numero di microrganismi nell’insalata di IV gamma : secondo Trevor Suslow, dell’Università di California in Davis,  non sono sinonimo di bassa qualità o insalubrità del prodotto. Le comunità microbiche benefiche, al contrario, potrebbero essere sfruttate in futuro per escludere i patogeni umani dai prodotti.