Mondo Agricolo
Microgreen e vertical farming a TuttoFood e Macfrut
16.05.2017

Microgreen e vertical farming a TuttoFood e Macfrut

Microgreen e vertical farming a TuttoFood e Macfrut
 
Coltivare fuorisuolo in contenitori, che possono essere serre in miniatura da appartamento o di dimensioni maggiori che si sviluppano anche in altezza come il vertical farming.  Nel primo caso sono, come segnala Confagricoltura, microgreen, le piantine raccolte giovani  e cresciute in spazi ridotti come l’appartamento e nel secondo  produzioni “verticali” di insalate organizzate all’interno di un container su piani sovrapposti.
 
Il campo viene sostituito da zolle di torba a ciclo continuo, come spiega l’organizzazione agricola, e le piantine crescono grazie ad una illuminazione a led e un impianto di condizionamento centralizzato. “Vuol dire coltivare, come ha spiegato Gabriella Funaro dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) - con meno terra, meno acqua e nessun utilizzo di prodotto fitosanitari in zone sovraffollate o inospitali. Sono una delle vie per contribuire ad assicurare l’approvvigionamento di food nel mondo in zone non adatte a questo tipo di coltivazioni”.   
 
Una dimostrazione  è nel progetto congiunto Enea e Lucchini Idromeccanica, l’azienda che ha realizzato i contenitori per le serre in miniature e i contenitori verticali, presentandolo per la prima volta a Expo 2015, e rilanciandolo come leit-motiv di entrambi gli appuntamenti fieristici sull’ortofrutta, lo spazio Fruit&veg Innovation, costola di TuttoFood in chiave ortofrutta, la fiera B2b dedicata al Food & Beverage, che si è svolta dall’8 all’11 maggio al polo fieristico di Rho FieraMilano, e nella grande rassegna di RiminiFiera a Macfrut, la fiera internazionale dedicata al comparto che si è chiusa il 12 maggio scorso. 
 
“L’idea non è nuova – spiega Funaro - perché restando all’Europa in Olanda è da tempo una modalità di consolidata e ora sta prendendo piede anche in Italia. I microgreen si possono già trovare ad esemoo in alcune catene della Gdo”.
Numerosi i vantaggi di questo tipo di coltivazione che, potendo essere installata in ambienti totalmente ermetici, cresce grazie alle sostanze nutritive senza prodotti fitosanitarie evitandp gli attacchi di batteri e funghi.
“Grazie all’agricoltura verticale o fuori-suolo – spiega sempre Funaro - si possono produrre insalate, basilico, pomodorini con un ciclo di crescita più veloce. Ad esempio si possono raggiungere i 12 cicli per le insalate anziché i 5 delle produzioni in serra tradizionale”.
La vertical farm è anche sostenibile dato che consente un’efficienza massima dell’utilizzo dell’acqua grazie al riciclo integrale che arriva a recuperare anche l’acqua stessa traspirata dalle piante. “Il risparmio di acqua con questo sistema – ha sottolineato Funaro dell’Enea - è notevole: si utilizza un litro per chilogrammo di insalata invece dei 55 litri in pieno campo
Nella vertical farm il prodotto è fresco, raccolto e mangiato senza alcun tipo di passaggio intermedio e ha una serie pressoché infinita di applicazioni: le coltivazioni verticali possono essere allestite all’interno di comodi container situati in città, nelle zone industriali, in siti remoti, in barca, nel sottosuolo e perfino nel deserto, per il futuro anche nello spazio.