Mondo Agricolo
Oltre al Brunello anche le prugne di Montalcino alla Tenuta Banfi
17.03.2016

Oltre al Brunello anche le prugne di Montalcino alla Tenuta Banfi

Dici Montalcino e pensi subito al Brunello, etichetta di grandissimo pregio conosciuta in tutto il mondo, ma anche le prugne fanno parte della tradizione agroalimentare del territorio. Sono un’altra delle eccellenze di Castello Banfi, una delle cantine più rinomate a livello internazionale proprio per la produzione di Brunello.
 
Oltre che nei vigneti la Tenuta Banfi  ha investito nei prugneti che si estendono per oltre 80 ettari nella parte più a sud dell’azienda agricola. Il raccolto si aggira tra i 9mila e i 12mila quintali di frutti all’anno, un quantitativo record grazie al quale la Castello Banfi si pone trai i primi produttori d’Italia.
 
I frutti sono utilizzati  per produrre un’acquavite di prugne ma la maggior parte del raccolto viene destinato all’essiccazione e tutta la lavorazione avviene  in azienda, dalla lavatura alla calibratura fino alla cernita.
 
Una cooperativa del modenese, la Monte Rè, che ritira il prodotto da 18 aziende agricole, tra cui anche dalla Tenuta Banfi, si occupa invece della reidratazione, del packaging e della distribuzione delle prugne di Montalcino che si distinguono per le dimensioni maggiori rispetto alla media. Tutte le prugne coltivate in Italia e destinate all’essiccazione vengono ritirate da questa cooperativa che copre circa il 15% del fabbisogno nazionale.
 
Confagricoltura ricorda che il mercato delle prugne essiccate vede la California detenere la leadership mondiale con circa 120 mila tonnellate all'anno  seguita da Cile (80mila tonnellate), Francia, Argentina (30mila tonnellate) e Australia. In Italia si raccolgono complessivamente 4.500 tonnellate di prugne da industria destinate all'essiccazione.