Mondo Agricolo
Patate superfood grazie alla ricerca italiana e statunitense
11.11.2017

Patate superfood grazie alla ricerca italiana e statunitense

Una nuova varietà di patata arricchita con due vitamine, di cui una contenuta nelle verdure a foglie verdi, ma anche più facile da conservare in post raccolta. Una collaborazione tra i ricercatori dell’Enea (Agenzia italiana per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), del Crea (il Consiglio per la ricerca in agricola e l’analisi dell’economia agraria) e dell’Osu (l’Ohio State University, Stati Uniti), fa intravvedere  nuove possibilità per produrre patate superfood, ossia  tuberi con caratteristiche nutrizionali straordinarie. I risultati dello studio sono stati pubblicati in due articoli su Plos One, autorevole rivista scientifica dedicata alla ricerca in diversi ambiti.
Nel primo lavoro i ricercatori dell’Enea e del Crea hanno utilizzato le tecniche del miglioramento genetico classico per arricchire le patate con luteina e zeaxantina, due carotenoidi che prevengono la degenerazione maculare legata all’età, causa principale di cecità nei paesi sviluppati. Il risultato è Melrose, una nuova varietà di patate arricchita con luteina che si trova solitamente in verdure a foglia verde, come gli spinaci. I tuberi di questa varietà mostrano anche una ridotta germinazione e perdita di peso durante l’immagazzinamento a lungo termine e richiedono quindi un minor utilizzo di prodotti chimici e di refrigerazione durante la conservazione post-raccolta.
“La caratterizzazione del germoplasma di patate ad alto contenuto di carotenoidi ha portato – ha detto Giuseppe Mandolino del Centro di Ricerca per le Colture Industriali del Crea - alla scoperta di nuove varianti geniche nelle patate non ogm che controllano la biosintesi dei carotenoidi; queste possono essere utilizzate per la generazione di patate non-Ogm, biofortificate con carotenoidi ad alto valore nutrizionale come la zeaxantina e la luteina. La varietà Melrose è un primo esempio di queste nuove varietà”.
In un secondo studio i tre gruppi di ricerca si sono focalizzati sullo studio della quantità di vitamina A contenuta in patate arricchite di beta-carotene precedentemente prodotte attraverso una collaborazione tra l’Enea e l’Università di Friburgo. Il beta-carotene è la principale fonte di vitamina A negli alimenti di origine vegetale e la avitaminosi A è tra le cause principali di cecità e mortalità infantile in molti Paesi in via di sviluppo.
I ricercatori americani  hanno dimostrato che le patate arricchite contengono livelli di vitamina 10 volte superiori rispetto alle patate normali. Lo studio suggerisce anche che una porzione da 150 g di queste patate superfood bollite può fornire il 42% della dose giornaliera di vitamina A e il 34% di vitamina E di un bambino, sufficiente a prevenire lo stato di avitaminosi.
“L’obiettivo della biofortificazione, ossia il processo che aumenta il contenuto di beta-carotene  – ha spiegato Giovanni Giuliano, ricercatore della divisione biotecnologie e agroindustria dell’Enea e coordinatore degli studi - è stata raggiunto nel riso e nel mais. La patata è la terza coltura di ampio consumo ad essere biofortificata. La tecnologia da utilizzare è dipendente dalla specie: per arricchire il mais o la manioca con beta-carotene, il miglioramento genetico tradizionale funziona, mentre per riso e patate le strategie transgeniche sembrano essere, per ora, l’unica opzione. E’ importante mantenere un’apertura mentale, ricordando che le esigenze nutrizionali differiscono in diversi paesi e che il nostro obiettivo finale è quello di fornire cibo sicuro e nutriente ai 9 miliardi di persone che popoleranno il mondo”.