Mondo Agricolo
PhenoPiCam, con un unico dispositivo si tiene sotto controllo tutto il processo produttivo
14.12.2018

PhenoPiCam, con un unico dispositivo si tiene sotto controllo tutto il processo produttivo

Razionalizzare i trattamenti fitosanitari, valutare lo stato di sviluppo vegetativo e individuare il momento ideale per la raccolta. E’ l’obiettivo di PhenoPiCam, il nuovo prototipo di stazione meteo-fenologica sviluppato dalla Fondazione Edmund Mach, assieme all’Istituto di biometeorologia del Cnr e a YetiPi, un’azienda di Laives, con il finanziamento di Eit Climate-Kic, la comunità per l’innovazione che riunisce più di 180 soggetti tra università, enti di ricerca, imprese e amministrazioni, in 10 paesi europei.
Il dispositivo è in grado di verificare e registrare ad intervalli orari lo sviluppo vegetativo e produttivo delle piante grazie a un sistema di monitoraggio che si basa su una scheda elettronica, composta dai sensori classici di una stazione meteo, ossia anemometro, pluviometro, bagnatura fogliare e termoigrometro integrati. In più si aggiungono  due innovative fotocamere combinate in grado di rilevare tutto lo spettro di luce visibile e termica.
Il dispositivo è stato presentato lo scorso 28 novembre 2018 a San Michele all’Adige, sede della Fondazione Mach, che ha appunto come mission quella di promuovere e sostenere l’integrazione tra ricerca di base, ricerca applicata, trasferimento tecnologico e sviluppo economico, come ricordato da Annapaola Rizzoli del Centro Ricerca e Innovazione.
Le immagini temporizzate, accompagnate da dati meteorologici migliorano i sistemi di produzione con una riduzione  di costi sia economici che ambientali in termini di numero e tempistica dei trattamenti fitosanitari, attività di monitoraggio in campo e uso dell'acqua.  
I frutteti e vigneti non trattati vengono periodicamente controllati  al fine di verificare la presenza e la virulenza delle principali malattie  fungine (ticchiolatura, peronospora, oidio) in assenza di trattamenti fitosanitari. “Nonostante i controlli periodici e i modelli disponibili, - hanno spiegato gli esperti - lo sviluppo di queste malattie fungine e la loro variabilità nel tempo e nello spazio, tra zone diverse e talvolta all’interno dello stesso appezzamento, rimane spesso imprevedibile. D’altra parte, un aumento della frequenza dei controlli farebbe lievitare significativamente i costi. Il prototipo è stato sviluppato proprio per supportare l'attività di monitoraggio”. (F.B.)