Mondo Agricolo
Tecnologia e benessere animale, l'azienda agricola Spazzini punta su reddito e qualità
30.07.2019

Tecnologia e benessere animale, l'azienda agricola Spazzini punta su reddito e qualità

Tecnologia e investimenti per l'innovazione, per un maggior reddito e una migliore qualità del lavoro, senza dimenticare il benessere animale. La storia dell’azienda agricola Spazzini di Cavriana, eccellenza di Confagricoltura Mantova nell’allevamento di galline ovaiole e nella produzione di uova, nasce da lontano, e da una serie di scelte coraggiose fatte in passato. L’azienda (40 ettari) sorge nel 1986 dalla volontà di Carlo Spazzini che, dopo la laurea in economia, decide di sfruttare al meglio un terreno di famiglia aprendo un allevamento di tacchini da carne.
L’azienda procede e cresce per circa 15 anni, ma è all’alba del nuovo millennio che, da una difficoltà, nasce la scintilla per una nuova opportunità: «Dopo la grande epidemia di influenza aviaria del 2000 – spiega Spazzini – non nego che ci siano state diverse difficoltà, che sono andate ad inficiare il livello del nostro lavoro. Così non si poteva andare avanti ed ecco che, nel 2004, abbiamo iniziato a ragionare su come poter evolvere e trasformare la nostra realtà». Da qui, a un anno di distanza, l’intuizione giusta, vale a dire convertire l’azienda in allevamento di galline ovaiole all’aperto (il cosiddetto “free range”), con gli animali liberi dunque di muoversi nei terreni adiacenti ai capannoni. In questo Spazzini è stato davvero pioniere, se si considera che la direttiva Ue relativa al benessere animale, con norme chiare su spazi vitali e gestione dei capi, sarebbe entrata in vigore soltanto nel 2012: «La scelta è stata coraggiosa, su questo non vi sono dubbi, anche perché esempi virtuosi dai quali imparare a livello nazionale non ve n’erano. Per studiare e capire ci siamo dovuti spostare all’estero». Spazzini sale allora su diversi aerei, direzione Francia, Germania e Olanda, dove realtà di questo tipo sono molto più diffuse.
Dopo un intenso periodo di studio e analisi, la decisione di partire ufficialmente, con il mercato che, numeri alla mano, ha dato ragione a questa scelta: l’azienda di Spazzini, già nel 2012, contava 50.000 galline ovaiole, con un accordo di soccida con un colosso europeo del settore. E dal 2017 altre fondamentali svolte: «Un’altra epidemia di aviaria, stavolta nel 2017, ci ha impedito di costruire nuovi capannoni. Così abbiamo deciso di puntare sul biologico, che è più remunerativo dal punto di vista del reddito».
A conversione finita è arrivato anche l’aiuto della tecnologia. Grazie a un massiccio investimento Psr infatti è stato installato un sistema completamente robotizzato per la raccolta e il confezionamento delle uova, che ha ridotto notevolmente i tempi dedicati a queste operazioni, permettendo importanti risparmi all’azienda, aiutati anche dall’impianto fotovoltaico installato sui tetti dei capannoni. L’azienda di Spazzini è la più grossa nel Mantovano per quanto riguarda le uova bio, e tra le maggiori di tutto il nord Italia: «Il mercato sta rispondendo bene – prosegue Spazzini, aiutato in azienda da tutta la famiglia, con il figlio Alessandro in prima linea – le uova ottenute da allevamento biologico sono molto ricercate».