Mondo Agricolo
Un mazzo di fiori a San Valentino fa bene agli innamorati
13.02.2019

Un mazzo di fiori a San Valentino fa bene agli innamorati

“Regalare un mazzo di fiori per la festa degli innamorati di San Valentino è un gesto originale ed elegante, per nulla desueto. Meglio orientarsi in questo caso sui fiori tipici della produzione ligure come gli anemoni o il ranuncolo o anche i garofani, le rose e le margherite”. Il consiglio arriva da Francesco Mati, presidente della sezione florovivaistica di Confagricoltura che sottolinea l’appuntamento del 14 febbraio come occasione per risvegliare i consumi e risollevare i listini di un comparto strategico come quello florovivaistico che in Italia conta 27mila aziende, 100mila addetti e vale complessivamente 2,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda l’andamento del comparto, Mati segnala, per l’ultimo trimestre del 2018, il trend positivo di un incremento delle esportazioni.
“Anche se i grossisti e i commercianti in questi giorni sono molto impegnati con le consegne di fiori per San Valentino - fa notare Luca De Michelis, vicepresidente della sezione di prodotto e presidente del distretto florovivaistico ligure - il consumo di fiori all’estero, soprattutto nei Paesi del Nord-Europa, è molto più elevato rispetto a quello italiano. Ancora oggi il 70% della produzione italiana va all’estero con destinazione, soprattutto, verso quei Paesi. Il mercato chiede le produzioni tipiche ligure che non possono essere coltivate altrove, come ranuncoli, anemoni o le fronde, la cosiddetta mazzeria della Riviera Ligure. Sempre in Liguria – ricorda De Michelis - abbiamo anche i più grandi ibridatori di rose, anche se il fiore reciso viene poi prodotto a prezzi bassissimi, per pochi centesimi, in Sud-America o in Africa”.
“Stiamo lavorando - aggiunge ancora Mati - con il tavolo filiera florovivaistica del ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo per monitorare in modo più puntale il mercato italiano. Occorrono dati statistici sia sulla produzione che  sulla commercializzazione in modo da poter programmare l’offerta e orientarsi verso i prodotti più richiesti dal mercato”. 
Anche per quanto riguarda il verde pubblico o le attività di riqualificazione di verdi urbani si potrebbe fare di più: il bonus fiscale è stato riconfermato anche per il 2019, ma, a un anno dal via libera, il bilancio non è sempre positivo: “E’ andata bene per il verde privato, a livello di interventi a livello condominiale, dove il bonus veniva moltiplicato per il numero dei condomini. Nel caso di verde pubblico l’importo delle detrazioni si è rivelato insufficiente".