Mondo Agricolo
Vino, grandi opportunità per il made in Italy nel mondo
18.12.2017

Vino, grandi opportunità per il made in Italy nel mondo

“L’aumento delle esportazioni dei vini italiani nel mondo è il risultato dell’elevato livello di qualità e di eccellenza riconosciuto alla vitivinicoltura made in Italy, ma non ci si può fermare. Bisogna continuare a lavorare in questa direzione, abbiamo bisogno di arrivare non solo in Europa ma anche sui mercati Terzi”. E’ chiaro il messaggio lanciato da Federico Castellucci, per 10 anni alla guida dell’Organizzazione internazionale della vite e del vino (OIV) e oggi presidente nazionale della Federazione vitivinicola di Confagricoltura. “Conquistare un mercato non è un’operazione semplice né veloce  – spiega – e non è un caso che i colleghi francesi abbiano speso anni per istruire e  formare gli enologi cinesi. Oltre alla Cina il vino italiano guarda con interesse ad altri Paesi dell’Est asiatico e anche alla Russia”.
Il vigneto italiano ha raggiunto traguardi ambiziosi, ma ha ancora molta strada da fare: “Le imprese viticole sono numerose – spiega Castellucci - e alcune sono penalizzate dalle dimensioni che non sempre  permettono di chiudere la filiera. Tutte possono però andare avanti e raggiungere, anche attraverso la via della cooperazione, una sostenibilità economica. Pensiamo ai grandi successi dei vini italiani oltre-confine: non sono arrivati in un giorno, ma sono il risultato di anni di sforzi e di tentativi a tutti i livelli perché nel mondo del vino non bisogna solo saper fare ma anche far sapere con una comunicazione corretta e mirata”.
E’ possibile quindi comunicare e far conoscere all’estero la grande diversità e tipicità dei vigneti italiani, far scoprire l’alta qualità che non è solo della materia prima ma anche delle tecnologie e delle dotazioni di cantina. “Uniti al grande appeal che riscuote oggi il made in Italy nel mondo rappresentano i nostri più grandi punti di forza. Non dimentichiamo poi – rimarca sempre Castellucci – che il 42% del vino viene consumato al di fuori del paese di produzione e che il 40% di questo vino è ancora sfuso e vale solo il 10% del valore totale. Su questo c’è ancora molto da lavorare”.
Al di là della vendita e distribuzione che per il mondo del vino sono fondamentali bisogna continuare a lavorare sul campo nel vigneto traendo il giusto vantaggio anche dalle innovazioni e dal progresso tecnologico che possono far avanzare il settore. (F.B.)