18.12.2012

'Agricoltura a corto di contratti', siglate solo 30 intese provinciali su 97

Agricoltura a corto di contratti – Il Sole 24 Ore, 18.12.12
pag. 49
 
Siglate solo 30 intese provinciali sulle 97 scadute da almeno un anno
di Francesco Prisco
 
La loro scadenza naturale risale ormai a un anno fa, ma fino a questo momento ne è stato rinnovato un terzo del totale. La speranza è arrivare a coprire il 100% entro i primi 2 mesi del 2013. Sono i contratti provinciali del lavoro agricolo (cpl), fondamentali per gli addetti di settore perché, al contrario di quanto avviene in altri comparti, determinano gli aumenti salariali di qualifica. Stando a un`analisi del centro studi Uila, al 17 dicembre ne risultano approvati 30 rispetto ai complessivi 97, scaduti nella migliore delle ipotesi un anno fa. Hanno durata biennale, vanno a completare un contratto che copre 4 anni cosi da adeguare la retribuzione dei braccianti al costo della vita. Eppure è accaduto che per tutto il 2012 i lavoratori in questione restassero a secco di aumenti e solo in sette casi le parti si sono accordate
sull`una tantum che risarcisse in qualche modo l’anno di vacatio. Il lungo impasse è stato dovuto all`inasprimento dei rapporti tra aziende e sindacati generato, la scorsa primavera, dal dibattito sulla riforma Fornero e i famigerati voucher. Dopo lo sciopero generale che Fiai, Fai e  Uila organizzarono a ottobre, c’è stato però uno scatto in avanti con 25 contratti sottoscritti in poco più di due mesi.
L’entità degli aumenti su cui fino a questo momento si è convenuto oscilla dal 6,5% di Ancona al 5,1% di Viterbo, con la particolarità di Lodi dove, seguendo una tradizione tutta locale, si è optato per un aumento del 2,1% che
riguardasse il solo 2012. Coldiretti, Confagricoltura, Cia e sindacati in quel caso si sono lasciati con la promessa ridefinire in un secondo momento l`incremento salariale del 2013. Situazione anomala a Verona, dove Coldiretti
non ha firmato non condividendo l`aumento complessivo del 5,7%, ma pare si stia lavorando per ricucire lo strappo. «Il dato più evidente - commenta Giorgio
Carra, segretario nazionale di Uila - è comunque lo squilibrio esistente tra alcune regioni». In Lombardia, per esempio, è stato rinnovato soltanto il cpl di Lodi. Le locali trattative, secondo indiscrezioni, sarebbero state frenate dal confronto per la definizione del prezzo del latte, questione risolta soltanto pochi giorni fa. Un solo rinnovo (quello di Alessandria, sottoscritto ieri) per il Piemonte, a zero la Campania. E per  ragioni tutto sommato analoghe: nella regione del Nordovest la parte datoriale avrebbe formulato ai sindacati proposte economiche inferiori alla soglia minima del 5%, in quella meridionale lo scoglio maggiore sarebbe la crisi. Piuttosto avanti Veneto, con i rinnovi di Verona, Padova, Rovigo, Treviso, Belluno, Venezia e Vicenza. Tre rinnovi a testa per Sicilia (Catania, Siracusa e Trapani), Toscana (Pistola, Firenze, Siena e Grosseto), Lazio (Latina, Roma e Viterbo) e Calabria (Cosenza, Vibo Valentia e Catanzaro).
Tra le novità più interessanti dei nuovi cpl, una spinta decisa sul versante delle iniziative per la bilateralità, qualche variazione nella classificazione delle figure professionali, benefit per le fasce di lavoratori più deboli.
Qualcosa, in quest’ultimo stralcio di 2012, dovrebbe succedere. «Confidiamo - commenta Stefano Mantegazza, segretario generale di Uila - in un altro scatto in avanti che consenta di recuperare il terreno perduto entro l`inizio dell`anno prossimo. A gennaio valuteremo infatti il percorso fino a questo momento compiuto con la parte datoriale». Augusto Cianfoni di Fai segnala «gli incontri positivi che negli ultimi giorni si sono susseguiti con Coldiretti, Confagricoltura e Cia». Stefania Crogi di Fiai, in ultimo, auspica «l`approvazione di tutti i contratti entro i primi due mesi del 2013. Se cosi non fosse, dovremmo rimettere in discussione la formula del rinnovo biennale che finisce col far risparmiare le aziende». Se cosi non fosse, sarebbe pure lecito aspettarsi uno sciopero intorno a febbraio.