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"Il finanziamento che non arriva". Testimonianza da Rovigo
La Confagricoltura di Rovigo ha diffuso il testo di una lettera, inviata al direttore da Emanuele Bonora, un imprenditore agricolo associato all'organizzazione e presidente della Coap. La missiva contiene alcune considerazioni in merito all'assegnazione dei finanziamenti del piano di sviluppo rurale.Manifesto l’amarezza che in questi giorni sto vivendo come agricoltore, cittadino e polesano.
"Sono un imprenditore agricolo di Badia Polesine, presidente di una cooperativa frutticola (COAP) quindi un frutticoltore, ho 49 anni.
Credo nel mio lavoro, e ho sempre pensato a migliorare l’azienda che mi hanno lasciato i miei genitori. Attraverso l’esperienza e lo studio ho pensato di realizzare un nuovo impianto di mele con varietà richieste dal mercato, l’investimento era orientato all’acquisto di reti antigrandine, impianto di irrigazione a goccia su un sistema di allevamento all’avanguardia.
Ho presentato una domanda di finanziamento per circa 28.000 euro tramite il Piano di sviluppo rurale della Regione Veneto ad Avepa, cercando di inserire a finanziamento non tutto ciò che mi sarebbe servito per rendere sempre più funzionale la mia azienda ma solo ed esclusivamente ciò che aveva un punteggio elevato. Questa volta avevo molte speranze di poter beneficiare di questo finanziamento: mi avrebbe permesso di ripensare ad una Regione giusta ed equa.
Ad inizio settimana vengo a sapere dell’uscita delle graduatorie regionali. Con trepidazione la scorro fino al mio punteggio: 33,10. L’occhio va subito sulla sinistra della riga e leggo NF. Non Finanziata. Un brutto colpo. Come imprenditore e come cittadino. Cerco di capire fino a quanto hanno finanziato e vedo che i 34 punti non sono stati tutti ammessi a finanziamento.
Ancora una volta deluso. Lo ero stato tre anni fa quando mi avevano ridotto il punteggio per l’acquisto dell’irrigatore mobile che quest’anno mi avrebbe permesso di salvare i raccolti e per i quali sono il primo presentatore di un ricorso al TAR contro la Regione Veneto, per il quale attendo ancora una sentenza.
Ma cosa deve fare un agricoltore, frutticoltore polesano che aderisce ad una Organizzazione Produttori frutticola per accedere ai finanziamenti regionali? Le mele o pere non sono DOP o IGT come pure i cereali. La frutticoltura è forse un’agricoltura di serie B o Z da non considerare? Cosa devo fare?!? Acquistare attrezzature di cui non ho bisogno per incrementare il punteggio? Trattrici nemmeno!
Credo che tutte queste risorse che la Regione Veneto ha messo a disposizione siano andate ancora una volta verso quei territori che non ne hanno davvero bisogno: i viticoltori di prosecco hanno avuto una linea preferenziale nei finanziamenti e un mercato di estrema soddisfazione. Nel Veneto vale quindi il detto “togliere al povero per dare al ricco”. Altroché!
Una considerazione anche come presidente di cooperativa: se i pochi frutticoltori giovani rimasti non investono perché di fatto gli viene impedito, anche le cooperative ne risentiranno e saranno obbligate a chiudere, perdendo quel valore aggiunto economico ancora presente nel nostro territorio, insieme a tanti posti di lavoro".
Emanuele Bonora
Rovigo







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