News

26.07.2012

Seminario sull’ uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

Entro fine novembre l’Italia dovrà procedere al recepimento della direttiva 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e alla redazione del Piano di Azione Nazionale (PAN), che verrà emanato tramite un decreto del Mipaaf, di concerto con i Ministeri dell’ambiente e della salute.
Il decreto legislativo che recepisce questa direttiva è attualmente all’esame della Conferenza Stato-Regioni e delle commissioni parlamentari competenti.
A settembre probabilmente sarà già pronta una prima stesura del PAN, elaborata dai quattro gruppi di lavoro (formazione, attrezzature, difesa integra e ambiente), istituiti dai ministeri competenti e di cui fanno parte rappresentanti delle Regioni ed esperti scientifici.
Ciò significa che rimane poco tempo per un confronto prima del varo del PAN.
Per questo, alcuni giorni fa, si è tenuto nella sede nazionale di Confagricoltura un seminario sull’argomento a cui hanno partecipato molti rappresentanti delle istituzioni centrali e locali, delle Università, dei centri di ricerca, nonché delle imprese agricole e cooperative e di quelle che producono prodotti fitosanitari, oltre a diversi rappresentanti delle Federazioni regionali e delle Federazioni di prodotto di Confagricoltura.
Principale obiettivo del seminario quello di presentare la posizione di Confagricoltura, al fine di avviare con gli interlocutori delle Amministrazioni centrali e regionali un dialogo sulle principali criticità della direttiva e soprattutto del PAN.
Bisognerebbe scongiurare, infatti, il rischio che vengano introdotte misure prescrittive e vincolistiche o di difficile attuazione nella pratica operativa aziendale.
Peraltro, l’entrata in vigore di queste norme coincide con una congiuntura sfavorevole per la redditività delle nostre imprese, che rende delicatissimo ogni intervento che preveda un onere, economico e/o burocratico per gli operatori.
E’ emersa l’urgenza di una valutazione sulla fattibilità delle misure stesse e sui riflessi che esse comportano per la competitività delle imprese, anche in relazione a ciò che sarà previsto dai nostri Paesi partner dell’UE e che spesso sono i nostri più vicini e primi competitor.
Una particolare attenzione meritano poi le aree importanti dal punto di vista della biodiversità, le aree protette e quelle soggette a vincoli ambientali (tipo aree Natura 2000), dove si paventano restrizioni sull’utilizzo di principi attivi che rischiano di “spiazzare” del tutto l’attività agricola.
Fissare vincoli eccessivi per la difesa integrata cosiddetta “di base” può comportare difficoltà di gestione rispetto alla baseline fissata nell’ambito della riforma della PAC, aumentando ancora una volta gli obblighi a carico delle aziende e limitando il campo di programmazione delle stesse misure agroambientali.
In tale contesto Confagricoltura ha chiesto un coinvolgimento più stretto e partecipativo ai lavori dei gruppi che stanno predisponendo le misure del Piano di Azione.