28.01.2013

Politica, Agrinsieme: “La nuova legislatura segni una svolta per l’agroalimentare “

“Una rinnovata strategia, sia a livello nazionale che europeo, in grado di collocare il sistema agroalimentare e le sue imprese nelle dinamiche della crescita, per contribuire e partecipare alla ripresa economica del Paese”. Lo ha chiesto il Direttore di Fedagri Fabiola Di Loreto intervenendo a nome di Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital), alla tavola rotonda organizzata dal Forum nazionale agricoltura del Partito Democratico svoltasi questa mattina a Roma nella sede nazionale del PD.
Nel suo intervento, Di Loreto ha illustrato i contenuti del documento unitario dal titolo Lo sviluppo dell’agroalimentare nel paese elaborato per le prossime elezioni del 24 e 25 febbraio, che è stato inviato ai candidati premier e ai segretari dei partiti politici sul quale, ha proseguito la Di Loreto, “Agrinsieme intende aprire nei prossimi mesi un confronto serio e costruttivo con le istituzioni e la politica”.
Tra i punti programmatici: una maggiore e qualificata presenza delle istituzioni italiane in Europa - il contesto in cui si compiranno scelte strategiche destinate a cambiare la politica agricola del paese - e l’esigenza, sul piano interno, di un generale rafforzamento del sistema agroalimentare del paese, che passi attraverso incentivi all’aggregazione, sostegno alla ricerca e all’innovazione, difesa del made in Italy dalla contraffazione, maggior impulso all’export agroalimentare, incentivi per il mercato del lavoro e per il ricambio generazionale, riduzione della pressione contributiva e fiscale e rafforzamento, infine, degli strumenti per il credito.
Per lo sviluppo dell’agroalimentare costituiscono inoltre delle priorità: la semplificazione burocratica, la corretta gestione delle risorse naturali, e sul piano interno, una armonizzazione del quadro normativo di riferimento e la sottolineatura di come il settore agricolo non trovi più corrispondenza in termini progettuali e di sviluppo nell’attuale configurazione del Ministero delle politiche agricole.