24.10.2013

Tabacco: workshop “Contraffazione e tracciabilita’” oggi a Roma

Nonostante l’Italia sia all'avanguardia nella lotta alla sofisticazione e al contrabbando, l' 8,5% circa delle  sigarette nel nostro Paese è contraffatto. E' quanto e' emerso oggi dal workshop 'Contraffazione e tracciabilita'. Il mercato illecito del tabacco in Italia e  possibili azioni di contrasto', promosso da The European  House-Ambrosetti, in collaborazione con Philip Morris Italia, che si è tenuto oggi a Roma, nel quale sono intervenuti Sabrina De Camillis, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri; Cosmo Virgilio, tenente colonnello della Guardia di Finanza; Giovanni Gravante, vice presidente Commissione Sicurezza di Confcommercio; Gianluca Scarponi, direttore generale per la Lotta alla contraffazione del ministero per lo Sviluppo economico; Roberta Pacifici, direttore Osservatorio Fumo dell’Istituto Superiore di Sanità.
Secondo gli ultimi dati a disposizione, circa il 90% delle sigarette contraffatte al mondo è prodotto in Cina. "I danni per la salute dai prodotti contraffatti – ha spiegato Valerio De Molli, Ambrosetti - possono essere  molto elevati. Studi mettono in evidenza contenuti molti nocivi come escrementi, segatura e altro, presenti nelle sigarette per via  dell' assenza di un processo di qualita' strutturata che governa la  produzione". 
Il fenomeno illegale nel settore del tabacco ha impatti ampi e trasversali: tocca in modo incisivo elementi di finanza pubblica. Nell’ambito della filiera, in particolare, provoca un ingente danno economico, la perdita di posti di lavoro, nonché forti conseguenze negative all’immagine dei produttori tabacchicoli onesti. Alcune stime indicano che nel 2010 il fenomeno dell’illecito abbia arrecato un complessivo danno alla filiera italiana pari a circa 650 milioni di euro, ma i numero potrebbero essere, come ricordato anche dai Monopoli di Stato, largamente superiori. (ap)